Lo confesso: quando ho sentito per la prima volta parlare di Dolcenera al Festival di Sanremo 2009, ho pensato alla solita canzone arrabbiata, cantata da un' altrettanta artista arrabbiata.
Del resto Emanuela Trane, in arte Dolcenera, cantante di origini pugliesi, al palco dell’Ariston c’era già stata. Era il 2003, quando una ragazza giovane dai corti capelli neri portati davanti al volto, il trucco nero marcato sugli occhi e una maglia striminzita che lasciava chiaramente intendere un atteggiamento fortemente anticonvenzionale, conquistava il premio nella categoria giovani con il brano Siamo tutti là fuori. Aspettandomi più o meno la stessa scena quest’anno - non sono di quelle che si interessa con largo anticipo al Festival ed ero in totale digiuno di gossip- sono rimasta profondamente meravigliata dal ritrovarmi sul palco una donna raggiante, sorridente e felice.
Una lolita pop, con tanto di calzamaglie bianche, tacchi dodici e fard rosa, pronta a cantare una canzone d’amore, decisamente non mielosa, ma di sicuro appeal: Il mio amore unico. Brano tra l’altro, che dopo avere riscosso un tiepido assenso al festival, sta scalando le classifiche radiofoniche, grazie ad un forte successo di pubblico.
Che fine ha fatto quella ragazza dall’aria cupa, triste che avevamo imparato a conoscere ed amare anche nel reality Music Farm del 2005, che l’ha vista vincitrice? Dove sono gli occhi bistrattati, i jeans strappati e le magliette senza forma che ne avevano fatto un marchio di fabbrica?
E’ lei stessa a fugare ogni dubbio, confermando il suo cambiamento di rotta e di vita. Dalle varie interviste, si evince come quel trucco marcato e scuro che serviva a proteggere la sua parte più riservata, adesso non le serve più. Aiutata anche dalle varie sedute di psicoterapia e dal ricongiungimento con il suo vecchio amore, Dolcenera è cresciuta, maturata, non ha più bisogno di maschere ed pronta ad esibire una ritrovata femminilità fatta di abiti bon-ton, colori caramellosi, gloss lucidi e capelli lunghi e setosi.
Artefice di questo restyling, è stato Roberto Cavalli, che le ha concesso in esclusiva diversi abiti della precollezione Just Cavalli a/i 2009. Vestiti che le hanno permesso di essere la più elegante e ben vestita del festival, a mio avviso, e di non cadere nel solito tram tram dell’abito elegante e scuro, quello delle grandi occasioni, per capirci.
Io questa Dolcenera la voglio premiare. E chiedendole di non deludermi, le do ottimo.
Del resto Emanuela Trane, in arte Dolcenera, cantante di origini pugliesi, al palco dell’Ariston c’era già stata. Era il 2003, quando una ragazza giovane dai corti capelli neri portati davanti al volto, il trucco nero marcato sugli occhi e una maglia striminzita che lasciava chiaramente intendere un atteggiamento fortemente anticonvenzionale, conquistava il premio nella categoria giovani con il brano Siamo tutti là fuori. Aspettandomi più o meno la stessa scena quest’anno - non sono di quelle che si interessa con largo anticipo al Festival ed ero in totale digiuno di gossip- sono rimasta profondamente meravigliata dal ritrovarmi sul palco una donna raggiante, sorridente e felice.
Una lolita pop, con tanto di calzamaglie bianche, tacchi dodici e fard rosa, pronta a cantare una canzone d’amore, decisamente non mielosa, ma di sicuro appeal: Il mio amore unico. Brano tra l’altro, che dopo avere riscosso un tiepido assenso al festival, sta scalando le classifiche radiofoniche, grazie ad un forte successo di pubblico.
Che fine ha fatto quella ragazza dall’aria cupa, triste che avevamo imparato a conoscere ed amare anche nel reality Music Farm del 2005, che l’ha vista vincitrice? Dove sono gli occhi bistrattati, i jeans strappati e le magliette senza forma che ne avevano fatto un marchio di fabbrica?
E’ lei stessa a fugare ogni dubbio, confermando il suo cambiamento di rotta e di vita. Dalle varie interviste, si evince come quel trucco marcato e scuro che serviva a proteggere la sua parte più riservata, adesso non le serve più. Aiutata anche dalle varie sedute di psicoterapia e dal ricongiungimento con il suo vecchio amore, Dolcenera è cresciuta, maturata, non ha più bisogno di maschere ed pronta ad esibire una ritrovata femminilità fatta di abiti bon-ton, colori caramellosi, gloss lucidi e capelli lunghi e setosi.
Artefice di questo restyling, è stato Roberto Cavalli, che le ha concesso in esclusiva diversi abiti della precollezione Just Cavalli a/i 2009. Vestiti che le hanno permesso di essere la più elegante e ben vestita del festival, a mio avviso, e di non cadere nel solito tram tram dell’abito elegante e scuro, quello delle grandi occasioni, per capirci.
Io questa Dolcenera la voglio premiare. E chiedendole di non deludermi, le do ottimo.
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