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Dolcenera + Just Cavalli

giovedì 5 marzo 2009

Lo confesso: quando ho sentito per la prima volta parlare di Dolcenera al Festival di Sanremo 2009, ho pensato alla solita canzone arrabbiata, cantata da un' altrettanta artista arrabbiata.

Del resto Emanuela Trane, in arte Dolcenera, cantante di origini pugliesi, al palco dell’Ariston c’era già stata. Era il 2003, quando una ragazza giovane dai corti capelli neri portati davanti al volto, il trucco nero marcato sugli occhi e una maglia striminzita che lasciava chiaramente intendere un atteggiamento fortemente anticonvenzionale, conquistava il premio nella categoria giovani con il brano Siamo tutti là fuori. Aspettandomi più o meno la stessa scena quest’anno - non sono di quelle che si interessa con largo anticipo al Festival ed ero in totale digiuno di gossip- sono rimasta profondamente meravigliata dal ritrovarmi sul palco una donna raggiante, sorridente e felice.
Una lolita pop, con tanto di calzamaglie bianche, tacchi dodici e fard rosa, pronta a cantare una canzone d’amore, decisamente non mielosa, ma di sicuro appeal: Il mio amore unico. Brano tra l’altro, che dopo avere riscosso un tiepido assenso al festival, sta scalando le classifiche radiofoniche, grazie ad un forte successo di pubblico.

Che fine ha fatto quella ragazza dall’aria cupa, triste che avevamo imparato a conoscere ed amare anche nel reality Music Farm del 2005, che l’ha vista vincitrice? Dove sono gli occhi bistrattati, i jeans strappati e le magliette senza forma che ne avevano fatto un marchio di fabbrica?
E’ lei stessa a fugare ogni dubbio, confermando il suo cambiamento di rotta e di vita. Dalle varie interviste, si evince come quel trucco marcato e scuro che serviva a proteggere la sua parte più riservata, adesso non le serve più. Aiutata anche dalle varie sedute di psicoterapia e dal ricongiungimento con il suo vecchio amore, Dolcenera è cresciuta, maturata, non ha più bisogno di maschere ed pronta ad esibire una ritrovata femminilità fatta di abiti bon-ton, colori caramellosi, gloss lucidi e capelli lunghi e setosi.

Artefice di questo restyling, è stato Roberto Cavalli, che le ha concesso in esclusiva diversi abiti della precollezione Just Cavalli a/i 2009. Vestiti che le hanno permesso di essere la più elegante e ben vestita del festival, a mio avviso, e di non cadere nel solito tram tram dell’abito elegante e scuro, quello delle grandi occasioni, per capirci.

Io questa Dolcenera la voglio premiare. E chiedendole di non deludermi, le do ottimo.

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Actually loving: Just Cavalli pre fall collection

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Sanremo

giovedì 19 febbraio 2009

Lo confesso. La prima serata del Festival della canzone italiana me lo sono persa.
Non per snobismo. Ero ad una festa e tra il chiacchiericcio generale sarebbe stato impossibile seguire Bonolis, nel suo tentativo di dare nuovo lustro alla Kermesse musicale, insieme al maestro Laurenti, a Benigni ecc.
Ieri sera, invece, piena fino all’orlo di tutte le parole spese nei vari rotocalchi, programmi televisivi e articoli di giornale, ho deciso di farmi “coraggio”. Alle nove in punto, ero già sintonizzata sul primo canale, con carta e penna a seguito per registrare i miei pensieri. La rappresentazione si è fatta introdurre da uno spezzone di filmato tratto dalla pellicola “Amadeus”. L’intento, spiegherà il conduttore dopo, era quello di mostrare l’origine della partitura musicale. L’atmosfera si scalda quando alle immagini del film si intrecciano le note dell’orchestra. Si parte dalla “Messa da Requiem” ( Mozart) per arrivare a “Another Brick in the Wall ( Pink Floyd), entrambi magistralmente eseguiti dal coro Jubilate di Legnano.
Subito dopo parte a raffica Bonolis, che deve avere dell’ossigeno di riserva da qualche parte, a spiegare lo svolgersi della serata: 13 cantanti in gara, la giuria demoscopica e bla bla bla.
Dopo la prima canzone, Alexia ( ve lo detto ho preso nota) in Armani, si presume, è il momento di accogliere la madrina della serata. Paolo calca la scena con un enorme mazzo di fiori e dalla scalinata centrale scende lei: la bellissima Eleonora Abbagnato, prima ballerina dell’Opera di Parigi. Segue il solito scambio di battute con Bonolis che fa il cascamorto e la ballerina che “se la tira” un pochino.
La gara continua, tra le polemiche per il brano di Povia, la canzone di Nicki Nicolais ecc. ecc.
Ad un certo punto mi sono addormentata.
Quando ho riaperto gli occhi Eleonora aveva cambiato il terzo dei cinque abiti di Dolce & Gabbana, previsti per la serata. Ad accompagnarla stavolta c’era un bel ragazzo bruno: il valletto. Stame ho scoperto che si tratta di Nir Lavi – modello, imprenditore, futuro papà e tanta altra roba- vestito da Ermanno Scervino. “I suoi occhi parlano da soli”, hanno sentenziato i vari blog. A noi, ovviamente, non resta che crederli sulla fiducia. Uffa!!!
La serata volge al termine dopo che si sono esibiti anche ospiti del calibro di Claudio SantaMaria, Stefano Accorsi, i PFM con un omaggio a Fabrizio De Andè e Roberto Saviano.
A concludere ci pensano loro, la madrina e il modello con un ballo, dove lui pare leggermente impacciato. D’altronde, non tutte le virtù del mondo potevano esser contenute in un sol uomo.
Aspettando di vedere come finirà, con la signora De Filippi l’ultima serata, vi saluto, proponendovi naturalmente di non cambiare canale.

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