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Lady Gaga loves Carrera Champion sunglasess

venerdì 27 novembre 2009

Il marchio di occhiali Carrera è da tempo uno dei miei favoriti. L'azienda leader nel settore dell'eyewear, del resto, ha da sempre creato modelli giovanili, colorati e divertenti, capaci di fare tendenza e adatti a tutte le occasioni, che risulta difficile non esserne affascinati.
La linea Carrera Vintage poi, è realmente il giusto mix tra il glamour del passato e la tecnologia e modernità, che un solo un brand come questo può garantire.

Ecco perchè non mi ha meravigliato il fatto che la famossissima popstar Lady Gaga, abbia scelto per il nuovo video musicale del singolo Bad Romance, estratto dal suo nuovo album The Fame Monster, di indossare il bellisso modello Champion, realizzato in Optyl , un materiale ultraleggero e dal design fortemente ispirato ai formidabili anni Ottanta.
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Insomma, Carrera rocks e se lo dice anche Lady Gaga, mi sa proprio che bisogna crederci.
Ecco il video
http://link.brightcove.com/services/player/bcpid50046814001?bctid=49589513001


A prestissimo, magari con un paio di Carrera nuovi di zecca su!


Free your lingerie! Iole in fashion 4 Naplestreetstyle

mercoledì 25 novembre 2009

L’intimo, inteso come biancheria, di questi tempi dovrebbe cambiare denominazione.
La lingerie, infatti, sta attraversando un periodo di forte esposizione, tale da non poter essere più considerata, intima, nel senso di discreta, invisibile agli occhi dei più.
Non fraintendeteci. Non è che fino ad ora non avessimo mai incontrato per strada signore senza il pizzo del reggipetto castamente tenuto in sordina, per non parlare dell’elastico degli slip, che oggi fa capolino dal jeans di un adolescente su due. Semplicemente adesso pare che l’“underwear” si sia completamente trasformato in “outwear”, convertendo la tendenza street ad uscire di casa con la lingerie a vista, in una chic e couture.

Dove è finita la paura atavica di un intimo,che ci ha accompagnato per una vita? Secondo me è morta da un pezzo. Di là dai tristi ricordi di un’epoca andata, la questione è un'altra: la visione di Chloè Sevigny alla festa di Prada a Los Angeles, con una mise fatta di top con reggiseno a vista più gonna ricamata da una pioggia di strass e paillettes, ha cambiato le carte in tavola, facendo intendere che la lingerie-a-porter non è più relegata a un manipolo di blogger e ragazze ventenni, vogliose di esibire un look tra “Lolita e Madonna” dei tempi d’oro, ma più ampia, tanto che anche in passerella non sono mancate modelle con indosso reggiseni sulle canotte, esibiti come gioielli.

Se per anni dunque, avete vissuto come la sottoscritta, in una sorta di rivisitazione postmoderna dello stile di vita Amish ovvero con l’ansia che il vostro underwear potesse da un momento all’altro venire alla luce, ribellandosi all’oscurità del tessuto e facendovi meritare il castigo, adesso è il momento di cambiare musica.

L’intimo divenuto “pubblico” (perdonateci il giochetto di parole) è un nuovo must. Ergo, a scanso di sembrare vecchie e bigotte, con camicie abbottonate fin al collo e gonne lunghe da suora, conviene aggiornarci. Iniziamo con il mostrare il mitico “push up” da sotto una t-shirt trasparente, come ha fatto recentemente la casta Katie Holmes, ad appuntarlo a mo’ di top su di una blusa o ad uscire di casa senza gonna ma solo con una culottes, Sienna Miller style, il risultato deve essere il medesimo: chic e sensuale, leggermente retrò e molto femminile.

Per cavalcare il trend, serve forte autostima, sicurezza (non capita tutti i giorni di esibire i propri gioielli così) e soprattutto senso della misura. Il rischio, infatti, è di esagerare e combinarsi come Lady Gaga, in una delle sue improbabili apparizioni. E questo, ragazze proprio non possiamo permetterlo…
Buon esperimento a tutte!

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Source: Naplestreetstyle

traslation

(The intimate, intended as underwear, these days should change the name.
The lingerie, in fact, is going through a period of high exposure, which can not be regarded as more intimate in the sense of discrete, invisible to the eyes of most.
It seems that the "underwear" has completely transformed into "outwear", converting the street trend to leave the house with lingerie on sight, into a chic and couture tendance.
Where has the atavistic fear of intimacy, which has accompanied us for a lifetime, gone? I think it's dead for a while. Beyond the sad memories of an era gone, the idea is taht the vision of Chloë Sevigny's party Prada in Los Angeles, began with a top made of a bra with embroidered skirt from having more rhinestones and a shower of sequins, has changed the cards on the table, hinting that the lingerie-to-wear is no longer relegated to a handful of bloggers and girls in their twenties, eager to exhibit a look of "Lolita and Madonna" of the golden days together, but more wide, so that a huge quantity of model's too hit the catwalk wearing bras on vests, like jewels exhibited.
For years, therefore, I have lived in a sort of postmodern revisiting of the Amish lifestyle, with the anxiety that my underwear at any moment could come to light, rebelling against the dark fabric and making me deserving a punishment. Well, now I think it's the time to change music.
The intimate become "public" (forgive the little game of words) is a new must. Ergo, for the avoidance of sounding old and bigoted, with shirts buttoned up to the necks and long skirts as a nun, you should update. So let's start the show trying the legendary "push up" from under a t-shirt transparent, as recently did the caste Katie Holmes or leave the house without the pants, Sienna Miller style, but pay attention: the result must chic and sensual, slightly retro and very feminine.
To ride the trend you need strong self-esteem (does not happen every day to produce their own jewelry as well) and most importantly a sense of proportion. The risk, in fact, is to exaggerate and combine like Lady Gaga, in one of her improbable appearances. And that, girls just can not be afforded ...
Good experiment to all!

Iole in fashion 4 Naplestreetstyle

giovedì 19 novembre 2009

Carnevale è ancora di là da venire, Halloween al contrario è già passato, eppure tutte le celebrities di quest’universo (del fashion, ovviamente) continuano ad esibire preziose e sensualissime maschere. Sarà per la febbre suina, mi viene da pensare mentre ascolto il telegiornale con gli ultimi aggiornamenti? Non penso, mi rispondo subito. O forse non semplicemente.
La maschera è un ornamento antichissimo, che ha una sua storia e un significato profondo, che non può essere ridotto a una fobia di massa contro il novello virus n1h1.
Essa serve a celare l’identità dell’indossatore, a farlo sembrare altro rispetto se stesso. La maschera da sempre è il mezzo per esprimere personalità multiple e differenti, che attraverso la protezione del viso, vengono fuori e si palesano. I guerrieri la indossavano per proteggersi il volto e la vita in battaglia mentre, mentre, invece le signore, durante le feste in maschera, potevano per un momento scrollarsi di dosso codici comportamentali e inibizioni legate al loro rango ed essere libere di essere.


Oggi, la maschera diviene gioco e capriccio di chi la usa come un mero oggetto di sfoggio, al pari della borsetta griffata e del vestito nuovo. In una società come la nostra, dove essere diversi fa tendenza ed esporsi in tutto e per tutto è un nuovo credo, la maschera ha perso un po’ la sua connotazione protettiva (d’indentità) per divenire strumento che fa notizia. Le gemelle Olsen che calcano il tappeto rosso di una premiere a Los Angeles con addosso maschere bianche sono solo un esempio. Lady Gaga che se ne ricopre il volto con una che sembra un burka, un altro ancora. Micheal Jackson in questo caso ne fu pioniere. Lui però poverino voleva solo difendere la privacy sua e dei suoi figli, passeggiando per Hollywood. Ci sarà mai riuscito? Non credo.
La maschera salta all’occhio e attira l’attenzione. Allora, perché si usa? A mio avviso per sfruttare il potere simbolico dell’oggetto ma, in maniera inversa. Se la maschera serve a nascondere, o almeno serviva, adesso serve a sovraesporre, a magnificare l’effetto della visione che provoca: sappiamo chi la porta, ne conosciamo bene i tratti, eppure rimaniamo affascinati dalla sua volontà di celarsi per meglio rappresentarsi.

In questo caso, non voglio suggerirvi, di uscire maschera-muniti di casa, la prossima volta che sarete invitati ad un party, realmente potreste rischiare di essere confusi per affetti da influenza ed esiliati. Voglio però ricordarvi che a volte è bene, o divertente, prendere parte al gioco delle identità. Far finta di essere qualcun altro, sorprendere e divertire chi vi sta vicino con una parte di voi misteriosa, sconosciuta, diversa. Sul web, sono milioni i siti che vendono maschere fashion, di raso, plastica, con paillettes e brillantini. C’è solo l’imbarazzo della scelta. E poi, se proprio non trovate il coraggio, di esibirle altrimenti, c’è sempre Carnevale che alla fine arriverà. Della serie, compra l’arte e mettila da parte…

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Lady Gaga

venerdì 22 maggio 2009

Sto cercando realmente di capire, se Lady Gaga, la cantante statunitense- che sembra già grande, ma in realtà è del 1986- ci fa o ci è! I suoi vestiti sono un inno al cattivo gusto e al fashion dont's, ma ciò nonostante è sulla cresta dell'onda e tutti, nel bene e nel male, ne parlano...
se il mal vestire è il nuovo metodo per avere successo fatemi sapere, ho tre/quattro pezzi nell'armadio che potrei sfoderare...

Lady Gaga is the ultimate example of bad dressing and fashion don't but despite all that she still manages to be on the run...wonder if bad dressing could be the new method to keep going on in the jetset world! If so, please let me know, I've got some pieces in my closet really perfect!
source:IFD

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