Today I'm OFF
In Andreas Melbostad, In iolanda mansiFerie d’agosto: piccoli suggerimenti per sopravvivere all’esodo e tornare a casa sani e salvi dalle vacanze.
Le partenze intelligenti.
Dimenticatele. A meno che non partiate alle due del pomeriggio del giorno 15, nel pieno della calura estiva, ci sarà sempre qualcuno che l’avrà pensata come voi. Armatevi, dunque, di santa pazienza, di buon umore ( state andando in vacanza non dimenticatelo) e di una borsa termica capace di contenere tutte le vivande necessarie per dissetarvi e sfamarvi durante il viaggio e buona fortuna.
Prima o poi si arriva sempre a destinazione e questo è già un buon inizio…
I parenti.
Vi auguriamo di aver optato per la scelta: spiaggia deserta, luogo incontaminato o capitale europea dove nessuno vi conosce e sa chi siete. Se però al cuor non si comanda e avete deciso nuovamente per il “paesello tanto bello” dove tutti non aspettano che voi per sottoporvi al canonico terzo grado, fatevi furbi. Anziché scegliere il solito giro a tappe tra i vari zii, cugini e relativi vari, organizzate un pranzo o una cena collettiva. Invitate tutti, fate un succoso discorso sulle vostre ultime vicende personali e tanti cari saluti. Sull’invito, però, precisate pure che non ci sarà un bis, chi non viene “s’attacca” e potrà solo chiede informazioni al parente pervenuto più prossimo. Chiaro!?!
La giornata al mare.
Soprattutto se si hanno bambini famelici di onde e desiderosi di castelli di sabbia, non ci si può esimere dalla gita in spiaggia. Di solito affollatissime, di questi periodi diventano dei luoghi infernali, dove grida chiacchiere rumori di ogni genere si mischiano in un carnaio, che non lascia scampo all’uomo voglioso solo di un tuffo nell’acqua salata.
Riducete, quindi, lo sforzo al minimo. Abbandonate la prole a uno dei parenti di cui sopra e partite da soli. Portate con voi solo il necessario: telo- crema protettiva – lettore musicale e cercate il pezzo di battigia più tranquillo. La paletta e il rastrello, la borsa frigo da tre chili, la balena gonfiabile e il super santos mezzo sgonfio sono tutte cose che bisognerà lasciare a casa. Meglio una giornata da Robinson Crusoe, che una da ambulante improvvisato con famiglia a carico.
Il ferragosto.
Il pranzo o la cena di ferragosto sono sacrosanti tanto quanto l’“abbuffata” di Natale in famiglia e il trenino allo scoccare della mezzanotte con gli amici. La differenza è che mentre durante le vacane natalizie fa freddino ed è piacevole stare in casa a rimpinzarsi di leccornie e dolciumi vari, annaffiati con i migliori spumanti, d’estate con il termometro alle stelle, la cosa sembra leggermente più pericolosa. I fuochi d’artificio, il falò, la carne arrostita del barbecue rischiano, infatti, di far salire troppo la temperatura causando non pochi problemi al vacanziere tipo che vorrebbe solo un altro po’ di anguria con la vodka prima di andare a dormire. Anzi scusate, a ballare. Come fare quindi a limitare i danni? Provate con una cena leggera, poche portate di verdura fresca di stagione e frutta. Evitate i piatti grassi e troppo elaborati e ricordate: l’importante non è il numero delle calorie ingerite ma lo stare insieme in allegria.
Le zanzare.
E’ inutile disperarsi, fanno parte della nostra estate, così come le partite di calcetto improvvisate sul bagnasciuga, il gelato a cioccolato a mezzanotte, le stelle cadenti e i desideri espressi a San Lorenzo.
Non ci sono creme, zampironi, pozioni magiche o riti esotici che tengano, loro, insieme a tutta una serie di insetti più o meno fastidiosi, sono dure a morire. Ergo non perdete tempo in inutili strategie, invitatele a cena, avendo cura però di escludere la vostra cute dal menù del giorno…
Per il momento è tutto. Attendiamo, adesso impazienti, i vostri di suggerimenti. Non siate timidi: scrivete, scrivete, scrivete (Ioleinfashion per Il vescovado)


Vi presento
In Andreas Melbostad, In s/s 2008domenica 10 febbraio 2008
Nell’attesa di tornare ad amare il colore( quest’estate è un must cui non posso sottrarmi), ho voglia di condividere con voi un’altra piacevole scoperta.
Sto parlando di Andreas Melbostad, un designer Norvegese, che dopo aver lavorato per Elbaz, Guy La roche, Yves Saint Laurent, Nina Ricci, Gervais e Calvin Klein, oggi, anziché riposarsi, ha assunto la direzione creativa di PHI.
Conosciuta da tutti per essere la 21esima lettera dell’alfabeto greco e la sezione aurea cui corrisponde il valore di 1.618 circa [phi= (1+radice quadrata di 5)/2]; PHI è anche un noto marchio di abbigliamento che sfila a NewYork.
La collezione primavera-estate di Andreas si ispira ai Clash e al look “dismesso e nello stesso tempo elegante” dei suoi membri. La sua linea dominata dal grigio e dal nero, esagera le proporzioni, le fa ribellare all’eleganza ‘bene’ con l’uso di borchie, pantaloni negli stivali e zip su i bomber e sui jeans, rendendola 'impopolare'. L’obiettivo: fondere il glam con il punk, per un look “urbano e contemporaneo, ribelle ma sofisticato”.











