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Ispiration Board: Bunches of Brecelet

mercoledì 13 maggio 2009

Tendenze: Di tutto un po’

Per anni abbiamo selezionato, in nome di un minimalismo assoluto, il cosa, il come e il quando in fatto di abiti. Ci siamo dati ad una selezione snob e priva di fantasia, per fare in modo che il nostro look lineare fosse il migliore. Abbiamo fatto del “Less Is More” il nostro credo e gli siamo stati devoti attraverso una pratica di discernimento basato sul pan-dan, come punto cardine.
Adesso, però, basta.
Complice una situazione attuale totalmente ribaltata e grazie ad una nuova wave massimalista, che ci spinge ad osare ed ad abbondare, abbiamo voglia di abbracciare la massima di Lorenzo il Magnifico “Chi vuol esser lieto, sia: di doman non v’è certezza” e essere felici con il molto.
In realtà, negli ultimi tempi, è come se la scatola, di Pandora, ma potrebbe essere anche dell’Ikea, si sia ribaltata. E, tutto ciò che vi avevamo riposto, fuoriesce come un uragano, investendoci di gingilli e oggetti, spesso inutili, ma fortemente significativi per colui che per tanto tempo li aveva gelosamente custoditi. Riguadagnando la luce per anni negatagli, questi si reinseriscono nel nostro quotidiano, tornando a vivere. Ma attenzione: non più uno alla volta, secondo la logica dell’esclusione, ma tutti insieme. Guardate le pubblicità dei giornali e fate caso ai polsi delle modelle, ad esempio. Non sono forse pieni zeppi di mille braccialetti, colorati e divertenti? E le loro mani? Cadenti di anelli dalle diverse fogge e dimensioni. Ecco, questa è la nuova tendenza, metter tutto su. Insieme. Includere, anziché, escludere.
Ritornano così in auge le crocette ricevute per la prima comunione che si portano alla gola insieme alle collane di ultimissima generazione con le palle di plastica colorata, i braccialetti di cotone che un tempo vendeva solo il tipo rasta all’angolo della strada con il tennis di diamantini regalato per un’occasione importante. Perfino il braccialetto di legno smaltato che la nonna ci aveva portato di ritorno dal viaggio parrocchiale al santuario acquista una nuova verve, diventando a modo suo affascinante. Peccato solo per chi se ne era liberato anni fa, sono, infatti, i più gettonati.
La tendenza ha origini decisamente Boho-Zingaresche ( riferita ai cosiddetti borghesi bohémien parigini, giovani benestanti, spesso creativi, che vestono in maniera trasandata ma attentissima al dettaglio) con una vena chic massimalista, legata all’ostentazione signorile di una certa agiatezza, per anni definita cafona, che ci porta ad sciorinare tutte le gioie di famiglia, senza criterio.
Al braccio, come al collo, ai lobi e alle caviglie, è tutta una festa di ninnoli, collanine tintinnanti, bigiotteria d’autore, pezzi vintage mischiati con gioielli importanti e dal grande valore. L’obiettivo? Stupire, senza privarsi, cogliere l’attimo, divertirsi, combinare un proprio look che nella sua alogicità, riesce a diventare logico e bello dinanzi all’altro che osserva. Il troppo, in sintesi, “non stroppia più”, anzi acquista fascino, se non altro per la voglia di sbirciare tra la pila di roba che il nostro interlocutore si porta dietro e scoprirne i significati più nascosti.
Se vi va di non passare inosservate, questa è la vostra tendenza. Seguirla sarà facilissimo, basterà semplicemente svuotare il vostro carillon portagioie. Attenzione però, un minimo di misura ve lo richiediamo: il rischio di sembrare la Zingara, quella della tv, che da le carte, è sempre in agguato.


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Bunches of brecelets

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source: jakandjil, thefashionspot

Ispiration Board: Beachwear 2009

sabato 9 maggio 2009

Donne, è ancora tempo di trikini!
Non so se ci conviene disperare o ben sperare per il fatto che il trikini, il costume a tre pezzi di ultimissima generazione continui ad essere sulla “cresta dell’onda”. Mai affermazione fu più calzante dato che il costume - che parte come un interno per poi vedere la sua parte centrale, con sapienti tagli sui fianchi, restringersi al punto di divenire quasi inesistente - non sta dando al momento segni di cedimento.
Per anni divise tra l’amletico dubbio di preferire il costume intero a quello a due pezzi, nel nostro intento di giacere come lucertole al sole, quest’estate ci tocca nuovamente combattere con la terza alternativa, quella di un tre pezzi, sexy, elegante, glamorous, che ci si insinua nella testa, rendendoci indecise.
Alternativa tutt’altro che facile da gestire, bisognerebbe aggiungere. Se da un lato, infatti, il trikini rispetto all’intero è più giovanile e da maggiore libertà di scelta – i modelli sono infiniti, più o meno come le strade del signore che bisogna invocare per farcelo entrare- dall’altro ti costringe ad un’intensa lotta con la bilancia, necessariamente propedeutica, se si vuole evitare che la ciccetta trapeli da uno dei mille tagli, strisce e oblò, che lo compongono.
La cosa si complica ulteriormente quando il modello dei nostri sogni, quello che dal manichino ci fa l’occhiolino e sembra perfetto per noi, prevede la quadranga al posto del classico slip. Che? Ma come, la quadranga! Una sorta di tanga o triangolo, con quattro lati, che arrivato dalla Spagna lo scorso anno, si è candidato come vero tormentone dell’estate 2009.
Inventato dagli stilisti per rivitalizzare il mercato del beachwear ormai appiattitosi su solo due modelli ( intero e due pezzi), il trikini e/o la quadranga risultano perfetti sul corpo delle modelle statuarie. Qui sta l’inganno. Il problema nasce all’indomani della loro discesa dall’apogeo delle passerelle agli inferi della strada. La questione è semplice: noi donne comuni, noi che dopo undici mesi di lavoro chiediamo solo un po’ di sole e qualche sguazzata dove l’acqua è più blu, noi semplici fanciulle del terzo millennio come possiamo fare a metter su questi modelli “diabolici” senza sembrare la balena Carolina?
Inutile dire che la risposta non c’è. Forse si è persa nel vento…
Fatto sta che, se non si ha un corpo da pin up, sarebbe meglio stragli alla larga. Le dimensioni di questi modelli sono ridottissime e se non si è cellulite-esenti con la pancia piatta, risulta difficile muoversi entro ritagli di indumenti che hanno poca stoffa a disposizione per coprire i nostri piccoli difetti.
Un trucco comunque c’è: non indossateli alla vostra prima seduta al mare, ma dopo aver guadagnato già un pizzico di abbronzatura. Magari, meglio, se più di un po’. Quest’ultima si sa, aiuta ad attenuare, rendendoli meno evidenti, le imperfezioni.
Fate poi un corso per l’autostima: fidatevi, se non avete delle natiche belle sode vi servirà. Infine, sceglietelo per la vacanza all’estero, quella che vi porterà verso spiagge assolate, dove nessuno vi conosce.

Solo allora, lontano dagli sguardi indiscreti, potrete finalmente godervelo.
Il vostro trikini, con quadranga, si intende! Cosa avevate capito?

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Summer time: let's go surfing
The best swimming costumes from the catwalk
Enjoy ,)


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source: style.com,

People I like: William Rast

mercoledì 15 aprile 2009

E' troppo bello. Un po' Balmain, un pizzico Wang, una cucchiaiata di Diesel e una spruzzata di Givenchy.
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source: style

Ispiration board: Garden Party

sabato 11 aprile 2009

E’ ufficiale: siamo tutti invitati a partecipare al prossimo “Garden Party” fashionista.
Gli stilisti sono stati chiari, quest’estate più che nei prati, i fiori sbocceranno sui nostri vestiti. E le pubblicità, su tutte le riviste di moda autorevoli, rappresentanti un tripudio di fiori, foglie e frutti, sono solo un assaggio.
L’intento? Farci trasformare in boccioli viventi, dai mille colori e ricchi di glamour.
Come spiegare altrimenti gli abiti e gli accessori proposti, che sembrano un tributo alla flora e alla fauna meravigliosa?
Stilizzati, macro, micro, dai colori pastello o vibranti, i fiori spuntano ovunque, colonizzando in nome del brio, ogni capo di vestiario.

Smania ecologista, voglia di mostrare il proprio pollice verde o semplicemente desiderio di colore e vivacità, c’è proprio tutto in questa rinnovato amore per la natura.

Passione che si traduce in ricami fiorati sui vestiti anni ’50, in rose di organza su borsette da signorina bene, in pinzette per capelli neo-romantici, in decorazioni per scarpe da sogno.

Un nuovo look dal sapore poetico e delicato, che unisce il gusto scanzonato per le stampe colorate dei figli dei fiori, all’allure signorile delle neo-lolite, che scelgono le fantasie fiorate per ricoprirsi di una nuova “naturale” femminilità.

E ancora. Boccioli che si mescolano tra loro, bouquet che fanno capolino su abiti lunghi e ricchi di ruches o che si alternano su foulard di seta a completare una mise, corolle che impreziosiscono sandali e acconciature.
I fiori si portano come spille appuntate sulle giacche, come gioielli con cui incorniciare il volto o arricchire il decolté o di plexiglass tramutati in polsiere neohippy.
Un total look o un dettaglio, entrambi bastano per regalare a chi li indossa un’atmosfera leggera, rilassata, da vacanza.

Non ci si fa mancare niente: petali tra i capelli come una moderna Venere del Botticelli, caftani multicolore per un safari in serra, ghirlande al posto della collana per attraversare con stile la città, adesso novello bosco metropolitano.

Una nuova idea di naturalità, dunque, che si traduce in una moda graziosa ed estrosa, da seguire con ironia, combinando tra loro i pezzi e divertendosi a giocare al “giardino incantato”.

L’unica perplessità? Il polline!
Speriamo sinceramente che con tutti questi fiori non ci venga un po’ d’allergia.

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...bag Matthew Williamson, dress Christian Lacroix, necklace Lanvin, shoes Oscar de la Renta...

source: net-a-porter, style.com

Primavera: tempo di “cambiare”

giovedì 9 aprile 2009

Affrontiamo oggi una nota “dolente” del periodo. Primaverile.
Dolente, soprattutto per quelli come noi, disordinati cronici: il cambio di stagione con relative pulizie di primavera a seguito.
Prima o poi, del resto, ci toccherà farle. Saremo costretti ad impiegare un’intera mattinata, un pomeriggio completo, o entrambi, nella cernita, selezione e disinfestazione di quello che abbiamo accumulato, ammassato, chissà da quanto. E poiché nulla giova a questa operazione, se non un po’ di rigida metodologia, ecco alcune regole generali, per essere veloci, efficaci ed efficienti.
Prima di tutto, iniziate con il tirar fuori tutto. Ma proprio tutto. Senza dimenticare ciò che è rintanato nei cassetti, negli armadi, negli scatoloni. Stanate ogni angolo. Non si può avere idea di quanti tesori sommersi spuntino in fondo a vecchie cassettiere e comodini dimenticati.
Passate poi, ad una rapida pulizia della zona “armadio”. Cestinate le vecchie stampelle, le bustine porta maglioni ormai distrutte e gettate via tutte le vecchie etichette e i bottoni sparsi sul fondo, dal secolo scorso.
Fatto? Una volta che tutto è divenuto “lindo e pinto”, si passa alla seconda parte: la cernita.
Non è il momento di fare i sentimentali e di lasciarsi andare a romantiche nostalgie: liberatevi di tutto ciò che non vi serve, che non mettete da anni e soprattutto che non vi va più. In questa fase è inutile appellarsi a diete miracolose: se quel jeans non vi va più, non vi va più. Quando sarete dimagrite abbastanza, vi premieremo con uno nuovo. Ma adesso…
E’ vero: la moda ritorna e qualcosa va sempre conservato. Siamo d’accordo. Ma qualcosa, non l’intero guardaroba degli ’80. Risparmiate solo ciò che è di buona qualità e in ottimissimo stato. Per il resto, mostrate il vostro grande cuore e donatelo a chi ne ha più bisogno. Vi sentirete subito meglio.
Prima di procedere al cambio, lavate gli abiti invernali, i maglioni e lustrate le scarpe. Ricordate: le macchie non scompaiono, vanno semplicemente in letargo. Non vorrete mica rischiare di ritrovarvele ad Ottobre più forti e vivaci di prima? Conviene anche riparare i tacchetti, fissare i bottoni ai cappotti, far lavare i piumini.
Dopo aver fatto l’accurata selezione, si passa all’ultima fase: la “deposizione” del guardaroba primaverile-estivo nell’armadio, tirato a lucido per l’occasione.
Piegate tutto con cura e appendete ciò che ne ha bisogno. Per gli abiti e gli accessori è una buona idea organizzare il tutto per tipologia e colore. Sarà più facile così capire se effettivamente di giacche nere ne avete abbastanza, mentre siete assolutamente deficitarie di pantaloni chiari.
E, giusto per la cronaca, vi abbiamo visto salvare dalla mischia quel maglioncino infeltrito che avevate promesso di buttar via. Non preoccupatevi però, vi perdoniamo.
In fondo, al cuore modaiolo, non si comanda…

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Spring new must aggording to Fashion156
Take a look
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Ispiration board: The Butterfly Effect!

mercoledì 1 aprile 2009

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source: elle.it, net-a-porter

Ispiration Board: Acid Jeans!

lunedì 30 marzo 2009

Sono figli degli anni ’80. Loro, come tutti gli altri trend modaioli, musicali, stilistici che hanno invaso la nostra realtà quotidiana, data 2009. Forse, però sono quelli che mi sono mancati di meno e che di certo non ho rimpianto. Parlo degli Acid jeans e del loro ritorno. Tecnicamente sono come i classici pantaloni di tela di Nimes, trattati però in modo particolare. Gli “acid” sono quelli che sembrano essere usciti dalla lavatrice, dopo un lavaggio completo con tanto di risciacquo, fatto con la candeggina al posto del sapone liquido.
Indossarli all’epoca faceva sentire un po’ come il braccio destro di Kurt Cobain. Perché se c’è una cosa di cui sono certa è che il leader dei Nirvana, ne aveva sicuramente un paio. E come lui moltissimi giovanissimi che sognavano di fare fortuna suonando il rock e il grunge in locali da strada. Io a pensarci bene più che associarli a qualche rocker squattrinato li collego ai protagonisti delle mie serie tv preferite. Uno per tutti quei “Genitori in blue jeans”, di cui conoscevo a memoria le battute. Tra i mille abiti di scena di una serie così fortunata, vuoi che il mio idolo Mike (Kirk Camerun), non ne abbia avuto nemmeno un paio. Impossibile anche perché ho controllato su youtube.
Soprattutto perché se c’è una cosa che molti non sanno è che gli acid jeans non sono solo quelli prepotentemente scambiati e slavati. Ve ne sono di altri, modelli medi leggermente trattati che sono quelli che tutti abbiamo conosciuto.
Se i primi, più lavorati, avevano, infatti, una connotazione negativa legata ad un certo immaginario sociale che li vedeva adatti solo ai tipi trasandati, i secondi si indossavano per andare a scuola piuttosto che a mangiare un gelato il sabato pomeriggio. Erano di moda, infatti, tanto quanto le Superga, le Timberland e le spalline.
Io questo nuovo salto nel passato l’ho già fatto. Adesso tocca a voi.


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Fashion trend: Acid Jeans!
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source: google, thefashionspot

To die 4

mercoledì 25 marzo 2009

Le odio "ste" celebrities americane che si beccano sempre il meglio della moda europea...
Prima la Victoria Adams con le scarpe di Vuitton e adesso Rihanna con la giacca di Balmain che è una delizia...degli occhi.
Uffa! Uffa! Uffa!

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It's not fair. First Victoria Adams with the Louis Vuitton Shoes than Rihanna with the white Balmain Jacket...Arggg!!!!

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Victoria and Louis

giovedì 19 marzo 2009

Uffa! Ti pareva... Non ho fatto in tempo a pubblicare il nuovo must have dell'estate ( le scarpe di Vuitton che sono un inno alla gioia...Fashionista) che quella "sborona" di Victoria Addams si è fatta fotografare con le medesime ai piedi...
Quasi a dire, come ai tempi dell'asilo: " Io sì, e tu no. Io sì, e tu no!".
E io...io effettivamente rosico.

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Victoria Beckham never misses a trend.

Here she is wearing the new Louis Vuitton must have: the shoes for the S/s 2009...

I'm so jealous.


ps così belle da dimenticare, anche se solo per un attimo, il vecchio essensial di casa Vuitton, lo speedy 25...

giovedì 5 marzo 2009

Voglia di primavera, di colore, di sole...
So che dico sempre lo stesso, ma qui piove da un'eternità...
Ecco a voi tutto il calore e la gioia di Luisa Beccaria

I want spring, I want sun, I want Color...
I know I 'm saying always the same things lately...But It's always rainind here..I 'm exhausted...
Here you are all the warm and the joy of Luisa Beccaria
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Fashion Trend: Jazz Shoes!

mercoledì 4 marzo 2009

Stagione nuova, vita nuova, paio di scarpe nuovo. O si dovrebbe dire modello nuovo.
Tra le mitiche ballerine alla Capri anni ’50 e i sandali rasoterra da centurione romano, è tempo, infatti, di lasciarsi sedurre dal nuovo astro nascente della calzatura per il mezzo tempo: la Jazz shoes, come direbbero i nostri amici anglosassoni. Se il filone di musica però, da cui prendono il nome, non vi aiuta molto nel figurarvi il tipo di scarpa, vi aiuto io. La jazz è a metà strada tra la ballerina di pelle dalla suola morbida e la stringata. Definita anche scarpa da ballo, questa ha della prima la morbidezza e la foggia, della seconda i laccetti che si incrociano sulla punta del piede.
Ancora non riuscite ad immaginarle? Va bene, passo all’indizio successivo. Se dico Repetto, la famosa casa di produzione francese di scarpe per la danza, vi viene in mente qualcosa? Finalmente. Diciamo che la Repetto ha ideato il modello originale e che oggi diversi designer, da quelli più noti ( leggi MarcJacobs) a quelli più street ( leggi Top shop), ne hanno incluse un paio nelle loro collezioni.
Amatissima da un target che vanta scrittori, poeti, ballerine e intellettuali - che da sempre l’hanno premiata per la sua comodità e praticità- la jazz shoe ha la fama di mettere d’accordo uomini e donne. Nel senso, che è unisex e indistintamente la indossano ragazzine per la scuola, giovani artisti per il lavoro, manager durante il tempo libero e donne in carriera quando mettono da parte un po’ il tacco.
A me sembrano deliziose.
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men style

sabato 28 febbraio 2009

Per anni abbiamo creduto, anzi ci hanno fatto credere, che la moda non fosse cosa loro.
Che dediti al lavoro, allo sport, agli hobbies da macho, non avessero tempo per quest’inutili capricci. D’altronde da bambine, erano le fanciulle a giocare con i vestitini delle barbie. Gli ometti, al contrario, avevano il loro bel da fare con le macchinine e le costruzioni. I tempi oggi però sono cambiati e l’universo maschile si interessa sempre più a quello del fashion, tanto quanto quello femminile al mondo dello sport e della fatica.
Fatte queste premesse, ci chiediamo: “Come deve essere l’uomo di questa primavera?”
Sicuramente raffinato. Un Dandy delicato che sceglie capi puliti, non gridati e ne fa un pass-part tout di stile per ogni occasione. Ne deriva così una nuova eleganza che si compone di pezzi lineari, come giacche destrutturate e sciarpe in seta, al posto della cravatta.
Per (ri)uscire, il nuovo maschio sceglierà cardigan e blazer, camicie senza colletto e ampie scollature. In alternativa, per darsi un piglio casual e street, t-shirt stampate o colorate.
La solita distinzione tra femminile e maschile, stoffe e colori da donna e da uomo vengono meno. Il rosa, il lilla, la seta diventano elementi con cui giocare a creare il proprio guardaroba. Soprattutto, finisce l’era delle rinunce. Dai ricami di fiori, alle geometrie jacquard, dalle tinte fluo ai pezzi minimal, è tutto un rincorrersi di tendenze e pezzi da scegliere e fare propri. Un look più che mai variegato, esauriente in termini di modelli, materiali, cromatismi.
Pantaloni dal taglio slim, pull di cashmere e seta colorati, pashmine divertenti, soprabiti leggeri e fantasiosi. C’è di tutto, per un uomo che si affaccia e chiede una moda contemporanea, sofisticata, non gridata, di cui fare esperienza, senza paura di osare.
In questa varietà di proposte c’è un’unica certezza: l’esigenza di una vestibilità perfetta, piacevole come un capo tagliato su misura e di un comfort impareggiabile.
Infine, alla ricerca di un’eleganza senza tempo, fanno il loro ingresso bermuda cachi in perfetto stile coloniale, sandali etnici e un po’ folk ma anche giubbini di pelle da biker e t-shirt strappate da rocker che si accostano senza fare troppo rumore a quella radice classica, che di ogni mise ne è il comune denominatore.
Che dire di più.
Quest’uomo a metà strada tra l’eccentricità del dandy, la raffinatezza borghese e la forza della strada ci piace. Uomini, siete stati avvisati!









source:
JakandJill, AltamiraNy, Thesartorialist

Ispiration Board

venerdì 6 febbraio 2009

Le sfilate, momento topico. E qui, anzi forse è meglio dire, è lì, dato che io non ci vado, che si decidono le tendenze, gli "in" e gli "out", cosa andrà e cosa no, di tutta la stagione a seguire.
Spesso però tra i milioni di vestiti, le diverse passerelle, il traffico di bella gente, si finisce per perdere l'orientamento e non si capisce più cosa sarà veramente di moda...
Le proposte sono infinite, gli stili decine di decine, le ispirazioni plurime. Ecco perché vi propongo, ogni tanto, quasi a fare un riassuntino, quello che io ho capito e ho colto, della moda primavera-estate 2009.
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AlexisMabile, Givenchy, AnneValerieHash, Gautier
DonnaKaran, Milly, GiuseppeZanotti

Ispiration board: Shouldering on!

venerdì 30 gennaio 2009

Su le spalle!
Gli anni ’80, un vago ricordo? Non direi, dato che uno dei suoi simboli cult di quei tempi – parlando sempre di tendenze, è ovvio- è tornato sulla cresta dell’onda, catalizzando tutta l’attenzione su di sé. Parlo della spallina, simbolo di una generazione e di una femminilità – quella che si specchiava in film come “Una donna in Carriera” del ’88 e nel completo da donna di Armani, per capirci- che ha fatto del lusso, della carriera e dei soldi un aggettivo non solo maschile.
Spalline dicevamo, emblema di una società che è cresciuta con il pallino del fisico, del benessere e del tutto e subito e che prima della recessione minimalista, figlia dei ’90, ha fatto di tutto per rimanere “In”. Formidabili, quegli anni. A memoria, non c’era una donna che non usciva imbracata in armature del pret-a-porter, spallino - munite, per l’appunto. Quei rinforzi di lattice posticci, usati per evidenziare le spalle, non risparmiavano alcun indumento: dall’abito, alla giacca al semplice maglione di lana, passando per la camicia, era tutto un tripudio di rigonfiamenti che se non dosati bene, nelle dimensioni, avevano la capacità di trasformarti in un marziano demodé. Per non parlare dei pianti fatti, quando da piccola, a mia volta ero costretta ad indossare graziosi vestitini, rovinati solo da quella presenza ingombrante, capace di renderti goffa e impresentabile. Molte volte poi, in seguito, al cambio di stagione, una giacca con spalline mi veniva offerta: “E’ nuova, è un peccato buttarla”. Queste erano le solite parole che precedevano il consueto e deciso rifiuto: “No, giammai!”.
Oggi, a ripensarci, una di quelle giacche l’avrei conservata. Il mio incubo adolescenziale si è trasformato, complice la mutevolezza del gusto mio e vostro; in un delizioso vezzo modaiolo, da provare… almeno una volta.
Poi, diciamocelo le spalline sono tornate, ma in chiave decisamente glam, totalmente fashion e assolutamente cool.
Spalline che segnano le spalle, ma non le involgariscono, che disegnano gli abiti ma non li rendono obsoleti, spalline che giocano con i modelli arricchendoli di fascino. Se così, non fosse, non si spiegherebbe il perché la maggior parte degli stilisti ne ha fatto uso preponderante nelle sfilate, sia per l’autunno che per la primavera, quando le spalline arricchiranno giubbini di pelle, giacche di cotone, semplici t-shirt. Piccoli pezzi di gomma cuciti alla fodera o da applicare con il velcro, che slanciano la figura, la rendono più imponente e si portano con jeans skinny e t-shirt, pantaloni dritti, vita alta e tacchi assolutamente alti, per scongiurare l’effetto “Famiglia in Blue Jeans” ( telefilm cult degli anni ’80 e no ditemi che non ve lo ricordate)! Insomma, tutto ritorna, la Carrà esulta e noi? Noi ne prendiamo nota…per il prossimo cambio di stagione.
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source: Style.co /Google images

Intrecci preziosi

lunedì 29 dicembre 2008

Precious Texture
Aurelie Bidermann
Really love them!!!
source: Style.com

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