Iole x Naplestreetstyle

martedì 16 marzo 2010

Perché si arriva ad un punto nella propria esistenza dove si sente il bisogno di marchiarsi a vita l’epidermide, in ricordo di un momento, un’emozione, un sentimento presente o passato?
Perché il giovane, ma anche il meno giovane, ad un certo punto sceglie di testimoniare un pensiero in modo forte e vivo, con un segno, unico e inimitabile, che imprime sul corpo un tratto distintivo della propria umanità? E’ realmente un’esigenza o una moda? Una febbre collettiva o un bisogno vero e sincero di comunicare attraverso un mezzo concreto e reale, la nostra carne, un messaggio affinché qualcuno lo ascolti?
Penso che non si possa rispondere a questa domanda. Non perché non ci sia risposta, ma perché quest’ultima si declina e si modifica, al variare dei tatuaggi che ognuno porta sulla pelle e che raccontano qualcosa di sé.

Tatuaggi che nell’ultimo periodo sono tornati alla ribalta, facendo sempre meno galeotto in libera uscita, e sempre più icona fashion, da seguire e da imitare. A mio avviso però, oggi, l’essenza del tatuaggio, diventando moda, si è un po’ perduta. Ciò che, infatti, dovrebbe resistere al tempo e porsi come indissolubile, è stato sottoposto ad un’alterazione, seppur sofisticata, della propria realtà. E adeguandosi alle regole del fashion system e al superficiale gioco del cambiamento e della trasformazione, ha accettato di vedere modificata la sua radicale inalterabilità a favore di più frivoli e veloci “marchi” usa e getta.



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1 commenti:

Federica - Bullets and butterflies ha detto...

sul tatuaggio potremmo stare a parlare ore ed ore!


a me piacciono, però solo quelli che hanno un senso (marchiarsi = ricordare per sempre qualcosa a sè stessi e agli altri)

però non nego che i traferelli chanel sono uno sfizio che mi concederei! ;)

16 marzo 2010 18:35

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