“Maturità…t’avessi preso prima”

giovedì 25 giugno 2009

To all my friends who are attending the school-leaving examination...sorry if it is in italian, but I tried to translate it but, I dindn't manage to have a good result...

Tra pochi giorni avrà inizio la maturità.
L’esame che metterà alla prova decine e decine di giovani, che mentre scrivo, sicuramente si staranno arrovellando sulle ultime gesta di Leopardi e Stalin e staranno cercando di capire perché ad Einstein quel dì venne in mente la famosa formula: E=mc².
Secondo me, l’esame di maturità è un’esperienza tutta personale, intima, capace di riflettere in pieno, nel modo con cui la si affronta e supera, la personalità dell’individuo che ne è protagonista.
Inutile trovare metodi, cercare soluzioni negli aneddoti di quelli che ci sono già passati o affidarsi a semplici e concrete teorie pratiche: prima o poi il fatidico giorno arriverà e sarete voi, solo voi, a decidere come andrà a finire.
Una cosa è certa: appena scriverete l’ultimo rigo del tema, spunterete l’ultima crocetta del test o risolverete l’equazione finale del problema ( in questo caso io speravo nell’arte della copia perché di matematica non ci ho mai capito niente) vi sentirete vuoti e increduli. E una volta varcata la porta dell’aula, dopo che avrete esposto in maniera chiara e coerente la vostra tesina su non so cosa ( il chiaro e il coerente è un augurio che vi faccio, ovviamente) vi sentirete mancare qualcosa. Già, perché la maturità manca. Manca solo alla fine, quando tutto è finito. Manca solo dopo che la si è odiata, detestata. Manca. Ed è inutile dormire di più, mangiare leggero, fare attività fisica, studiare all’aria aperta come consigliano al telegiornale, la fifa, purtroppo, non vi abbandona. E’ naturale, fisiologica e l’abbiamo provata tutti. Tranquillizzatevi però, di maturità non si muore, ve lo assicuro. Si sopravvive.
A volte a posteriori poi, si può rivivere l’evento in sogno alla vigilia di una nuova prova importante. A quel punto nel letto, a casa, sentirete la stessa ansia e la stessa eccitazione mista a paura, che svaniranno quando alle prime luci dell’alba vi accorgerete che l’avete già scampata ( e vi assicuro è un sollievo).
Non voglio spaventarvi. Voglio semplicemente essere realista. Non credo ci sia nulla da fare contro quello stato d’animo che l’esame del quinto anno delle superiori porta con sé. E’ del resto una fase della vita. C’è la paura per la figura che si farà, l’attesa per quello che faranno gli altri, l’aspettativa per un futuro incerto, perché ancora tutto da scrivere.
Ragazzi, godetevi questi giorni. Sarete più nervosi, ma più solidali. Di certo più studiosi del solito, ma meno convinti di quello che apprenderete. Fantasiosi su quello che accadrà e pronti nell’affrontare le diverse evenienze. Sarete soprattutto “voi stessi”.
In bocca al lupo.


4 commenti:

...Stefi... ha detto...

I migliori giorni della mia vita...i più spensierati e i più divertenti!!!

25 giugno 2009 21:03
KIRAFASHION ha detto...

No problem


You always are fabulous!

Kisses!!

25 giugno 2009 22:13
Nathalie ha detto...

Eh, che ricordi!

26 giugno 2009 11:09
rossovelvet ha detto...

Grande cara !! Me lo bookmarco e ci ripasso l'anno prossimo che ovviamente in svizzera c'hai pure un'anno in piu per avere la ' matu '... anche se da noi è un po piu diverso, un po piu ' regalata ' anche !
Comunque è bellissimo leggerti, sembra di avere NOTTE PRIMA DELLI ESAMI nelle orecchie... che generazione dopo generazione, siamo sempre tutti quelli là !!

E in bocca al lupo a chi ci passa !

26 giugno 2009 16:58

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