Date a mangiare alle modelle

mercoledì 17 giugno 2009

Le “taglie zero” ci vanno strette.
E badate bene, non solo a noi donne mediterranee normodotate, con i fianchi larghi, iscritti drammaticamente e inesorabilmente nel nostro corredo biologico. Le taglie zero, ma a questo punto bisognerebbe dire sotto zero, vanno strette anche a tutte le altre.
Alle modelle in primis.
E’ di pochi giorni fa, infatti, la notizia di un’aspra querelle nel mondo del fashion system, legata al fatto che sempre più le top oggi sono costrette a ulteriori sacrifici pur di entrare negli abiti lussuosi, disegnati per loro dagli stilisti. Cattivi, aggiungerei, e perfidi come solo forse la strega di Biancaneve: pronta a porgere alla sventurata la mela avvelenata che come un abito meraviglioso le fa gola e nel contempo le è fatale. Nella storia, Biancaneve si salva grazie all’intervento del principe azzurro. Nella realtà noi ci salviamo – da una dieta solo acqua, il pane ahimè bisognerà sacrificarlo- grazie ad Alexandra Shulman, principessa patinata nonché editrice in carica dell’edizione britannica di Vogue. In una lettera ai più grandi della moda, finita per caso nelle mani del Times, la Shulman si è scagliata contro le cosiddette “taglie campione” diventate letteralmente inaccessibili. Talmente strette e minimal che nemmeno i corpi statuari e del tutto androgini di personaggi del calibro di Agyness Dean e Kate Moss riescono a metter su.

Di fronte a tale denuncia, mi sono sentita finalmente in compagnia. Di qualcuno, cioè, che se n’è accorto e in barba alle convenzioni ha deciso di renderlo pubblico, sfidando un establishment del tutto ipocrita e posticcio.

Bisognerebbe che gli stilisti si orientassero verso modelli più umani, nella realizzazione dei loro modelli, ha continuato la Shulman. E’ inutile fare campagne contro l’anoressia, la bulimia e i corretti comportamenti alimentari quando poi nella realtà, ci si muove tutti in un altro senso.

Del resto risulta difficile pensare che vi sia qualcuno a cui piacciano gambe stecchino, fianchi inesistenti e petto piattissimo. “Per fortuna!”, aggiungerei, altrimenti il novanta per cento della popolazione femminile- me compresa- dovrebbe buttarsi letteralmente via.

Polemica divenuta ancor più aspra dopo che da Vogue è trapelata anche la notizia dell’uso corrente che si fa in redazione del fotoritocco: non per far sembrare le modelle più magre, ma più grasse. A computer si riempiono le guance infossate, si irrobustiscono le spalle, si "rivestono" le ossa dello sterno, si ammorbidiscono braccia e gambe.
La mia domanda è: “Quando si deve perdere tutto questo tempo a riempiere di salute fittizia una ragazza totalmente denutrita e debilitata, non si potrebbe fare prima a insegnarle a mangiare un piatto di spaghetti, tutta salute e buon umore?”. Si risolverebbero così una gran quantità di problemi e vivremmo tutti più tranquilli, meno ossessionati dalle diete, meno angosciati dal conteggio calorico e più sicuri di noi e della nostra femminilità. E mascolinità. L’anoressia è frequentissima anche presso il mondo dei modelli, che al pari delle loro colleghe, si costringono a diete ferree e lunghi digiuni.

Sperando che il grido solitario della redattrice, diventi un coro, di voci diverse ma unisone, mi congedo e mi vado a preparare un bel piatto di pasta.
Il vento prima o poi cambierà, e io voglio essere pronta.

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source: pinko dress

8 commenti:

Brunhilde ha detto...

Sono assolutamente concorde. Se gli stilisti vogliono continuare ad essere così ipocriti, aboliscano le taglie normali dalle collezioni in vendita e si accontentino di vendere quelle per anoressiche..

17 giugno 2009 17:03
Carlotta ha detto...

guarda caso poi nei negozi le 44 e le 46 finiscono subito :)) la gente normale mangia grazie a dio!

17 giugno 2009 17:37
Maria ha detto...

Condivido pienamente! Il fatto è che spesso tirano fuori il problema cercando di trovare una soluzione.. Poi però continuano a far sfilare donne letteralmente denutrite e malate..

17 giugno 2009 17:57
thefatandskinnyonfashion ha detto...

Beautiful picture.

17 giugno 2009 19:31
Brunhilde ha detto...

Ecco, per l'appunto stasera dovevo andare a teatro. Volevo mangiarmi un panino al volo, poi ho pensato che forse era il caso di dare un dispiacere a Dolce, Gabbana, Donatella e compagnia e mi sono sbafata una favolosa pizza! Che poi, quassù è davvero un miracolo..
:-D

17 giugno 2009 23:06
Anonimo ha detto...

X me sei normodotata davvero bene... mi sa che devo cambiare spiaggia.
Smack Smack Smack

18 giugno 2009 00:49
B ha detto...

la donna con le sue rotondità al punto giusto è ciò che di più sexy e naturale si possa chiede, se solo pensiamo a quante ragazze seguono i canoni imposti dalla moda già da 16 anni, se non prima, come facciamo a non chiederci con che coraggio le collezioni siano ancora mostrate al pubblico da donne quasi anoressiche?

18 giugno 2009 09:50
L'armadio del delitto ha detto...

Un medico che conosco e segue ragazze con distrurbi alimentari mi ha detto che 9 modelle su 10 si fanno vomitare. Aggiunge che le ex-modelle di 30 anni hanno la salute distrutta. Quindi direi che chi fa lavorare le modelle e le incorraggiano a dimagrire ancora di più sono criminali. Obbligare personne ad essere denutrite se non vogliono perdere il lavoro non dovrebbe essere fuori legge?

18 giugno 2009 13:21

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