Kate Moss 4 Topshop Holidays
In Kate Moss, In TopShopvenerdì 30 ottobre 2009
Passerò il Natale con Kate Moss.
Ma non si tratterà del solito Natale, fatto di albero, presepe e cena con i parenti. Il nostro sarà un Natale esclusivo, frizzante, pieno di tante bollicine.
Sarà un'occasione speciale, lussuosa, ricca di fascino.
Sarà un Natale, che non dimenticheremo facilmenmte.
Sarà un Natale alla Topshop style.
Vuoi venireanche tu?
Ma non si tratterà del solito Natale, fatto di albero, presepe e cena con i parenti. Il nostro sarà un Natale esclusivo, frizzante, pieno di tante bollicine.
Sarà un'occasione speciale, lussuosa, ricca di fascino.
Sarà un Natale, che non dimenticheremo facilmenmte.
Sarà un Natale alla Topshop style.
Vuoi venireanche tu?
I'll spend my Xmas with Kate Moss.
It'won't be the classic Xmas, with candles, trees and coloured lights.
It'll be sparkling, sexy, rich of bubbles.
It'll be special, luxurious, elegant.
It'll be a Topshop Xmas style.
Do you wanna come???
It'won't be the classic Xmas, with candles, trees and coloured lights.
It'll be sparkling, sexy, rich of bubbles.
It'll be special, luxurious, elegant.
It'll be a Topshop Xmas style.
Do you wanna come???
The pant issue
giovedì 29 ottobre 2009
Era il 1989, quando a soli, diciannove anni, Lara Cardella scrive il suo romanzo best-seller, “Volevo i pantaloni”, nel quale descrive le vicende di una ragazza moderna in una Sicilia profondamente arretrata e maschilista. Lara non sapeva, o forse sì, che la sua battaglia per i pantaloni, sia metaforicamente sia concretamente, era stata già vinta da donne come Coco Chanel, che sul finire degli anni 20, erano riuscite a fare del capo maschile per antonomasia, un oggetto di culto per le donne contemporanee.
Da allora, la strada per i pantaloni – come indumento femminile- è stata tutta in discesa, e sebbene come testimoniava la stessa Cardella, fino a poco tempo fa c’erano ancora delle piccole comunità riluttanti al suo uso in rosa, oggi senza dubbio i pantaloni sono nell’armadio di tutti. Anzi, di tutte.
Presenza fissa che è rafforzata oggigiorno dalla loro massiccia invadenza: sono ovunque.
Se l’inverno 2010 è fatto di borchie, ritorno agli ottanta, power suit, brillantini e lusso estremo, ricordiamo che esso è fatto anche, e soprattutto, di pantaloni.
Ci sono in tutte le salse, per tutti i gusti e i budget.
Da quelli classici dal taglio asciutto e la gamba dritta (ideali per le magre) si arriva a quelli morbidi, per le donne in carne. E se quelli maschili resistono, insieme ai classici jeans – semplici pantaloni in tela di Nimes- i nuovi modelli si fanno più seducenti e raffinati.
Tra le novità, ricordiamo quelli a vita alta con pieghe sul davanti, che scendono stretti intorno alle gambe, lasciando le caviglie scoperte (nuovo must), quelli larghi con cavallo basso sempre lunghi fino al polpaccio, chic se indossati con blazer e canotta, quelli in pelle, da portare anche di giorno, regalandosi un look grintoso e sensuale.
E, se non vi siete stancate, eccone ancora.
Pantaloni arabi rivisitati per l’inverno in tessuti pesanti, quali il tweed e il velluto, modelli da smoking resi leziosi da inserti di pizzo nei lati, leggins ultramoderni e ancora più rock grazie all’uso di zip e cinghie all over.
Che dire poi, di quelli enormi, tutti brillantini, che promettono di regalare serate scintillanti o di quelli da chitarrista, stracciati, lisi, e tanto tanto cool.
Con quest’abbondanza, si rischia solo un pizzico di mal di testa. La questione non è tanto quella di scegliere in base alle mode (concorrono tutti alla pari), ma in base al proprio istinto. Bisogna trovare una connessione, un feeling, con il modello che più si avvicina alle nostre corde e fare un voto di amore eterno.
Poi si sa, “l’amore è eterno finché dura”, quindi una volta stanche potrete sempre passar avanti.
La scelta è a dir poco infinita…
Da allora, la strada per i pantaloni – come indumento femminile- è stata tutta in discesa, e sebbene come testimoniava la stessa Cardella, fino a poco tempo fa c’erano ancora delle piccole comunità riluttanti al suo uso in rosa, oggi senza dubbio i pantaloni sono nell’armadio di tutti. Anzi, di tutte.
Presenza fissa che è rafforzata oggigiorno dalla loro massiccia invadenza: sono ovunque.
Se l’inverno 2010 è fatto di borchie, ritorno agli ottanta, power suit, brillantini e lusso estremo, ricordiamo che esso è fatto anche, e soprattutto, di pantaloni.
Ci sono in tutte le salse, per tutti i gusti e i budget.
Da quelli classici dal taglio asciutto e la gamba dritta (ideali per le magre) si arriva a quelli morbidi, per le donne in carne. E se quelli maschili resistono, insieme ai classici jeans – semplici pantaloni in tela di Nimes- i nuovi modelli si fanno più seducenti e raffinati.
Tra le novità, ricordiamo quelli a vita alta con pieghe sul davanti, che scendono stretti intorno alle gambe, lasciando le caviglie scoperte (nuovo must), quelli larghi con cavallo basso sempre lunghi fino al polpaccio, chic se indossati con blazer e canotta, quelli in pelle, da portare anche di giorno, regalandosi un look grintoso e sensuale.
E, se non vi siete stancate, eccone ancora.
Pantaloni arabi rivisitati per l’inverno in tessuti pesanti, quali il tweed e il velluto, modelli da smoking resi leziosi da inserti di pizzo nei lati, leggins ultramoderni e ancora più rock grazie all’uso di zip e cinghie all over.
Che dire poi, di quelli enormi, tutti brillantini, che promettono di regalare serate scintillanti o di quelli da chitarrista, stracciati, lisi, e tanto tanto cool.
Con quest’abbondanza, si rischia solo un pizzico di mal di testa. La questione non è tanto quella di scegliere in base alle mode (concorrono tutti alla pari), ma in base al proprio istinto. Bisogna trovare una connessione, un feeling, con il modello che più si avvicina alle nostre corde e fare un voto di amore eterno.
Poi si sa, “l’amore è eterno finché dura”, quindi una volta stanche potrete sempre passar avanti.
La scelta è a dir poco infinita…
People I like: Russel
In disney pixar, In net-a-porter, In russelmercoledì 28 ottobre 2009
Ragazze, ieri sono stata a vedere il film della Disney Pixar: UP! Fantastico.
Lo so che non sarà il vostro genere preferito, non c'è nulla di gotico, modaiolo, drammatico e vagamente impegnato nella pellicola, eppure Russel, il signor Frederickstein, il Beccaccino, il cane parlante ecc. ti fanno passare un'ora e mezza di assoluta poesia. C'è di tutto nel film: commedia, animazione, anche un po' di morale e un paio di scene che commuovono.
Russel, il protagonista è un bambino tirabaci. Non puoi resistergli, è simpatico, imbranato, dolce e tenerone.
Lo consiglierei per quei pomeriggi bui, quando non si ha niente da fare e si è un pizzico giù: è terapeutico.
Vi lascio, devo uscire! A prestissimo Iole
Girls, yesterday I went to see theDisney Pixar new film: UP! Fantastic.
I know, it isn't maybe your favorite genre, there's nothing gothic, trendy, dramatic and vaguely involved in the film, but Russell, Mr. Frederickstein, the Beccacino, the talking dog, etc.. make you spend an hour and a half of absolute poetry. There is everything in the movie: comedy, animation, even a little bit of drama and a couple of scenes that made me really wanna cry.
Russel the protagonist is a lovelock child. You can not resist him, he is cute, clumsy, sweet and lovely.
I would recommend it for those dark evenings, when one has nothing to do and feels a little bit down: is therapeutic.
I leave you now, I have to go. See you later!
I know, it isn't maybe your favorite genre, there's nothing gothic, trendy, dramatic and vaguely involved in the film, but Russell, Mr. Frederickstein, the Beccacino, the talking dog, etc.. make you spend an hour and a half of absolute poetry. There is everything in the movie: comedy, animation, even a little bit of drama and a couple of scenes that made me really wanna cry.
Russel the protagonist is a lovelock child. You can not resist him, he is cute, clumsy, sweet and lovely.
I would recommend it for those dark evenings, when one has nothing to do and feels a little bit down: is therapeutic.
I leave you now, I have to go. See you later!
Ispiration board: Wild World-Cat Stevens
lunedì 26 ottobre 2009
Oddio è di nuovo Lunedì.
“Io odio i lunedì” mi verrebbe da dire scimmiottando Quattrocchi, l’antipatico del clan dei Puffi. L’inizio settimana qui può essere logorante, soprattutto adesso che le giornate si sono accorciate e il lunedì, non si trova in giro un “cristiano” manco a pagarlo oro.
Non che in città si stia meglio. Il lunedì è visto nelle cities come il “giovedì nero di Wall Street”, specialmente per gli impiegati costretti a tornare – dopo un fine settimana passato a bivaccare sul divano o in giro per mercatini- alle loro scrivanie, zeppe di quelle scartoffie ammucchiate dal venerdì prima, quando c’era ancora la segreta speranza di uno tsunami aziendale che venisse per portar via tutto. E invece… sono ancora lì, impazienti.
Non penso di essere la sola a soffrire di ansia, il lunedì. Esiste, infatti, una nutrita letteratura al riguardo. Si parla di sindrome dell’inizio settimana. E non solo per chi lavora in ufficio. Pensiamo agli studenti che dal lunes, danno inizio a una sei giorni in cui ti può capitare di tutto: interrogazioni, compiti in classe, temi e un’intera serie di sventure diverse (il turno a fare l’alzatrice in educazione fisica, ad esempio) che vorresti scampare e che per un attimo dimentichi il sabato sera, quando in giro con amici, ti bevi una birra alla faccia della scuola.
Poi, c’è il lunedì per chi lavora in fabbrica, che ti aspetta con tutta quella merce da produrre, imballare, controllare, ecc. perché destinata a partire di Giovedì (magari ci si potesse auto-imballare e andar via con lei!).
C’è poi il fatidico lunedì del buon proposito. Una dieta si comincia proverbialmente di lunedì, così come di lunedì si decide di fare le analisi, mettere un po’ a posto la casa, fare quella telefonata che Mercoledì abbiamo rimandato e Sabato non abbiamo fatto perché, sai com’è, c’era il week end di mezzo…
Il lunedì è critico e non serve ascoltare quello che dicono gli psicologi, sul pensare positivo, organizzare il lavoro per farlo sembrare di meno, cercare di trovare un lato positivo nel rincontrare i colleghi o nell’alzarsi alle sei di mattina, dopo aver preso a cuscinate la sveglia.
I lunedì si è “chiusi per lutto” e sempre un pizzico off. Bisognerebbe creare delle magliette, con scritto su: “ Oggi è lunedì, mi avvalgo della facoltà di non rispondere” che tutelino dalle domande spropositate dell’allegrotto di turno che vuole parlare alle sette in ascensore e farsi due risate mentre prendiamo l’ennesimo caffè (con la speranza di risvegliarci).
Il lunedì, volete sapere l’unica cosa che mi consola: il conto alla rovescia. Mancano solo venti ore e sarà Martedì. Mi sento già meglio.
Buona settimana a tutti Iole infashion x Il Vescovado)
"I hate Mondays". The beginning of the week here can be exhausting, especially now that the days are shorter and during the Mondays, you don't find a human being around, even paying.
Not that in the cities, you feel better. Monday is felt in the cities such as "Black Thursday on Wall Street," especially for employees forced to return - after a lazy weekend spent on the couch or around for markets- at their desks, crowded with those papers piles left there on the Friday before when there was still a secret hope that a corporate tsunami could happen and cancel everything.
Don't think I'm the only one to suffer from anxiety, on Monday. There is a large literature on this regard. It's called the beginning of the week syndrome.
And not just for those working in the office. Think about the students, that from lunes began a six day period in which everything can happen: questions, assignments, topics, and a whole series of other misfortunes (the turn to make the setter in physical education, for example ). All things, you would like to escape and forget for a moment on Saturday night, when out with friends, you drink a beer, to forget.
Then there Mondays for those who work in the industries, waiting for all those goods to produce, pack, check, etc.. because they have to be delivered on Thursday (maybe we could auto-pack and go with them!).
Then there is the fateful Monday of good intention. A diet proverbially begins on Monday, as on Monday, you decide to do the analysis, clean up the house, make that phone call that we have postponed Wednesday and didn't do on Saturday, because it was still weekend.
Monday is critical and you do not need to hear what psychologists say on positive thinking, organizing the work to make it look less, try to find a positive side to meet again colleagues or on waking up at six in the morning, after having attacked the alarm with the pillow.
During, Mondays people are always a little off. We should created T-shirts with writing on: "Today is Monday, I use the right not to answer".
On Monday, do you want to know the only thing that consoles me: the countdown. Luckily, there are only twenty hours left and then it will be Tuesday again.
I feel better already.
Good week to all
source: myprestigium
“Io odio i lunedì” mi verrebbe da dire scimmiottando Quattrocchi, l’antipatico del clan dei Puffi. L’inizio settimana qui può essere logorante, soprattutto adesso che le giornate si sono accorciate e il lunedì, non si trova in giro un “cristiano” manco a pagarlo oro.
Non che in città si stia meglio. Il lunedì è visto nelle cities come il “giovedì nero di Wall Street”, specialmente per gli impiegati costretti a tornare – dopo un fine settimana passato a bivaccare sul divano o in giro per mercatini- alle loro scrivanie, zeppe di quelle scartoffie ammucchiate dal venerdì prima, quando c’era ancora la segreta speranza di uno tsunami aziendale che venisse per portar via tutto. E invece… sono ancora lì, impazienti.
Non penso di essere la sola a soffrire di ansia, il lunedì. Esiste, infatti, una nutrita letteratura al riguardo. Si parla di sindrome dell’inizio settimana. E non solo per chi lavora in ufficio. Pensiamo agli studenti che dal lunes, danno inizio a una sei giorni in cui ti può capitare di tutto: interrogazioni, compiti in classe, temi e un’intera serie di sventure diverse (il turno a fare l’alzatrice in educazione fisica, ad esempio) che vorresti scampare e che per un attimo dimentichi il sabato sera, quando in giro con amici, ti bevi una birra alla faccia della scuola.
Poi, c’è il lunedì per chi lavora in fabbrica, che ti aspetta con tutta quella merce da produrre, imballare, controllare, ecc. perché destinata a partire di Giovedì (magari ci si potesse auto-imballare e andar via con lei!).
C’è poi il fatidico lunedì del buon proposito. Una dieta si comincia proverbialmente di lunedì, così come di lunedì si decide di fare le analisi, mettere un po’ a posto la casa, fare quella telefonata che Mercoledì abbiamo rimandato e Sabato non abbiamo fatto perché, sai com’è, c’era il week end di mezzo…
Il lunedì è critico e non serve ascoltare quello che dicono gli psicologi, sul pensare positivo, organizzare il lavoro per farlo sembrare di meno, cercare di trovare un lato positivo nel rincontrare i colleghi o nell’alzarsi alle sei di mattina, dopo aver preso a cuscinate la sveglia.
I lunedì si è “chiusi per lutto” e sempre un pizzico off. Bisognerebbe creare delle magliette, con scritto su: “ Oggi è lunedì, mi avvalgo della facoltà di non rispondere” che tutelino dalle domande spropositate dell’allegrotto di turno che vuole parlare alle sette in ascensore e farsi due risate mentre prendiamo l’ennesimo caffè (con la speranza di risvegliarci).
Il lunedì, volete sapere l’unica cosa che mi consola: il conto alla rovescia. Mancano solo venti ore e sarà Martedì. Mi sento già meglio.
Buona settimana a tutti Iole infashion x Il Vescovado)
"I hate Mondays". The beginning of the week here can be exhausting, especially now that the days are shorter and during the Mondays, you don't find a human being around, even paying.
Not that in the cities, you feel better. Monday is felt in the cities such as "Black Thursday on Wall Street," especially for employees forced to return - after a lazy weekend spent on the couch or around for markets- at their desks, crowded with those papers piles left there on the Friday before when there was still a secret hope that a corporate tsunami could happen and cancel everything.
Don't think I'm the only one to suffer from anxiety, on Monday. There is a large literature on this regard. It's called the beginning of the week syndrome.
And not just for those working in the office. Think about the students, that from lunes began a six day period in which everything can happen: questions, assignments, topics, and a whole series of other misfortunes (the turn to make the setter in physical education, for example ). All things, you would like to escape and forget for a moment on Saturday night, when out with friends, you drink a beer, to forget.
Then there Mondays for those who work in the industries, waiting for all those goods to produce, pack, check, etc.. because they have to be delivered on Thursday (maybe we could auto-pack and go with them!).
Then there is the fateful Monday of good intention. A diet proverbially begins on Monday, as on Monday, you decide to do the analysis, clean up the house, make that phone call that we have postponed Wednesday and didn't do on Saturday, because it was still weekend.
Monday is critical and you do not need to hear what psychologists say on positive thinking, organizing the work to make it look less, try to find a positive side to meet again colleagues or on waking up at six in the morning, after having attacked the alarm with the pillow.
During, Mondays people are always a little off. We should created T-shirts with writing on: "Today is Monday, I use the right not to answer".
On Monday, do you want to know the only thing that consoles me: the countdown. Luckily, there are only twenty hours left and then it will be Tuesday again.
I feel better already.
Good week to all
source: myprestigium
Iole's style notes
In asos, In forever21, In JakandJil, In net-a-porter, In TopShopsabato 24 ottobre 2009
People I like: Eternal Child
In a/w 2009, In eternal childFa freddino, qui. L'unica cosa che vorrei avere indosso con queste temperature non proprio equatoriali è un maglione caldo e soffice di Eternal Child.
Il marchio di base ad Instanbul - anche se i disegni sembrano venire dall'Engandine Svizzera- che da un paio di anni ha totalmente rinnovato il modo di pensare alla maglia.
I loro capi sono moderni, ultra chic e nascono dalla commistione tra il sapiente uso dei ferri da lavoro e i materiali innovativi e pop.
Ne voglio assolutamente uno...Heidi approverebbe!!!
"Eternal Child is an Istanbul based collection, particularly renowned for highly creative knit design. The collection uses an innovative mix of knit structures and contrasting textures.







Il marchio di base ad Instanbul - anche se i disegni sembrano venire dall'Engandine Svizzera- che da un paio di anni ha totalmente rinnovato il modo di pensare alla maglia.
I loro capi sono moderni, ultra chic e nascono dalla commistione tra il sapiente uso dei ferri da lavoro e i materiali innovativi e pop.
Ne voglio assolutamente uno...Heidi approverebbe!!!
"Eternal Child is an Istanbul based collection, particularly renowned for highly creative knit design. The collection uses an innovative mix of knit structures and contrasting textures.
Elegant and modern intarsia and jacquard techniques create its signature style.
Each season features signature all over jacquard print, and also has some woven and leather pieces that complement the knitwear and complete the look.
The collection consists of fine wools, mohair, linen, cotton and cashmere blends, and other luxury yarns knitted in a variety of gauges from super-fine pieces to chunky knits.
The brand’s studio is located in the exuberant Pera district of Istanbul, Turkey. The vigorous energy of this international metropolis keeps Eternal Child on the cusp of emerging fashion (from the web)".







Award
Iole in fashion colpisce ancora (yeah) e riceve un altro premio (wow). Ok, non voglio sembrare spocchiosa, quindi la finisco qui con l'autoelogio. Ho ricevuto da Stefi, il premio Kreativ Blogger.
Vi spiego in breve come funziona:
( iole in fashion has received this award, as a kreative blogger. Here are the answer I gave to 7 question about what I'd never told about me before)
1. si ringrazia la persona che l'ha conferito; (thanks stefi);
2. si copia il logo e lo si sistema da qualche parte sul blog;
3. si linka la pesona che ci ha premiato;
4. si svelano 7 cose di noi che i lettori ancora non sanno;
5. si nominano 7 bloggers creativi;
6. si linkano i blog dei 7 fortunati;
7. si avvisano i 7 bloggers con un commento nei loro blogs!
carlotta- my way
selvaggia-style
federica- bullet and butterflies
le altre sono state già taggate uffa!!!!!
ma mi riprometto di postare nuovi nomi al più presto!
Vi spiego in breve come funziona:
( iole in fashion has received this award, as a kreative blogger. Here are the answer I gave to 7 question about what I'd never told about me before)
1. si ringrazia la persona che l'ha conferito; (thanks stefi);
2. si copia il logo e lo si sistema da qualche parte sul blog;
3. si linka la pesona che ci ha premiato;
4. si svelano 7 cose di noi che i lettori ancora non sanno;
5. si nominano 7 bloggers creativi;
6. si linkano i blog dei 7 fortunati;
7. si avvisano i 7 bloggers con un commento nei loro blogs!
1,2 e 3: fatto!
ecco a voi i nuovi fortunati 7:carlotta- my way
selvaggia-style
federica- bullet and butterflies
le altre sono state già taggate uffa!!!!!
ma mi riprometto di postare nuovi nomi al più presto!
Too Late... Too Late Wallet!!!
In too late, In too late walletmartedì 20 ottobre 2009
I Too Late hanno un fratellino: il Too Late Wallet. Congratulazioni.
Diciamo che la notizia non è proprio di primo pelo...ma quest'estate sono stata impeganta e non ho avuto il tempo di approfondire tutte le novità che i vari brand immetevano sul mercato a poco a poco. Quindi, quando stamane, per la prima volta, ho incrociato il mio sguardo con i colori fluo del Too Late in versione portafoglio, non ho resistito e ho dovuto approfondire il mio"colpo di fulmine".
Sbirciando sul web, ho scoperto che la versione wallet dell'orologio "cheap&chic" - che più o meno tutti in giro per le strade quest'estate avevano al polso- costa solo 19 euro, è in silicone, super colorato, morbido e piacevole al tatto. Oltre ad essere unisex poi, è anche pro sex ( che chicca!) perché oltre solite tasche (una per le banconote e due per le card) ne ha una per i preservativi.
Da comprare, prima degli altri e soprattutto prima che ci venga nuovamente la nausea.
li trovate qui
Diciamo che la notizia non è proprio di primo pelo...ma quest'estate sono stata impeganta e non ho avuto il tempo di approfondire tutte le novità che i vari brand immetevano sul mercato a poco a poco. Quindi, quando stamane, per la prima volta, ho incrociato il mio sguardo con i colori fluo del Too Late in versione portafoglio, non ho resistito e ho dovuto approfondire il mio"colpo di fulmine".
Sbirciando sul web, ho scoperto che la versione wallet dell'orologio "cheap&chic" - che più o meno tutti in giro per le strade quest'estate avevano al polso- costa solo 19 euro, è in silicone, super colorato, morbido e piacevole al tatto. Oltre ad essere unisex poi, è anche pro sex ( che chicca!) perché oltre solite tasche (una per le banconote e due per le card) ne ha una per i preservativi.
Da comprare, prima degli altri e soprattutto prima che ci venga nuovamente la nausea.
li trovate qui
The Too Late watch have a new brother: The Too Late Wallet. Congratulations.
The news is not exactly the latest one ... but this summer I have been really busy and had little time to examine all the news about the items put on the market, little by little. So when this morning for the first time, I crossed my eyes with the fluorescent colors of Too Late wallet version, I could not resist and I had to deepen my "love at first sight."
Squinting the web, I discovered that the clock wallet version - which, more or less, everyone had on his wrist this past summer -only costs 19 euros, is in silicone, super colorful, soft and pleasant to tact. Besides being unisex then, is also pro sex (wow) because besides the usual pockets (one for notes and two for the card) has one for condoms.
To buy, before all the others and especially before we get again sick of it ( as for the watch version).
here
The news is not exactly the latest one ... but this summer I have been really busy and had little time to examine all the news about the items put on the market, little by little. So when this morning for the first time, I crossed my eyes with the fluorescent colors of Too Late wallet version, I could not resist and I had to deepen my "love at first sight."
Squinting the web, I discovered that the clock wallet version - which, more or less, everyone had on his wrist this past summer -only costs 19 euros, is in silicone, super colorful, soft and pleasant to tact. Besides being unisex then, is also pro sex (wow) because besides the usual pockets (one for notes and two for the card) has one for condoms.
To buy, before all the others and especially before we get again sick of it ( as for the watch version).
here
Istruzioni per l'uso
In paris 2010, In THE CUT BLOGsabato 17 ottobre 2009
Ma 'ste scarpe...come si portano?
The cut blog, le ha presentate come i migliori accessori visti sfilare in passerella a Parigi, da-avere assolutamente per fare un figurone agli eventi che contano. La mia domanda, dunque, sorge spontanea: "Come fare?". "Come pensare realmente di poterci andare ad una festa- evento- vernissage con addosso queste "Torri Effeil" di scomodità ed eleganza?".
Si rischia secondo me l'infortunio...
E non venitemi a dire che la moda richiede sacrifici...
source: the cut
The cut blog, le ha presentate come i migliori accessori visti sfilare in passerella a Parigi, da-avere assolutamente per fare un figurone agli eventi che contano. La mia domanda, dunque, sorge spontanea: "Come fare?". "Come pensare realmente di poterci andare ad una festa- evento- vernissage con addosso queste "Torri Effeil" di scomodità ed eleganza?".
Si rischia secondo me l'infortunio...
E non venitemi a dire che la moda richiede sacrifici...
I'd love to know how people could possibly wear these kind of shoes. The cut-blog proposed them as the best accessories seen on the Paris catwalks, but my douby is really rightful: "How could you wear them to a party without falling? They look like Effeil tower of discomfort and eleganze!!!"
And please, don't tell me that fashion need sacrifice...
And please, don't tell me that fashion need sacrifice...
source: the cut
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