People I Like: Mary Katrantzou
In mary katrantzou, In style.comsabato 29 agosto 2009
Salda che ti passa
venerdì 28 agosto 2009
L’estate sta finendo e il fantasma della recessione che avevamo volutamente lasciato fuori dalla valigia sembra pronto a tornare ad aleggiarci intorno. Soprattutto adesso, aggiungerei, che smessi i costumi e i parei, occorre rifarsi il guardaroba per affrontare i mesi che verranno, non proprio, per dirla tutta, rosa e fiori.
Come fare, dunque, a sfuggire alla depressione post vacanza e a rifarsi il guardaroba senza cadere in un vortice nero di depressione e povertà? Semplice, seguendo la nostra guida patinata, wallstreet-style, al saldo economicamente favorevole. Vi doterete così di una serie di pezzi semplici da indossare già al rientro, quando il vostro armadio sarà vuoto, i prezzi nuovamente alle stelle e i portafogli ancora stabilmente alle “stalle”.
Cominciamo con la camicia bianca, che rappresenta da sempre quello che in termini economici si può definire un investimento sicuro. Ve ne abbiamo, in realtà, fatto comprare decine e decine nel corso del tempo e se non le avete mai rimpiante, la domanda sorge spontanea: perché fermarsi adesso?
Continuiamo poi con i bermuda di jeans e/o lo short. Considerati, dai neofiti del fashion, degli “undervalued” -pezzi sottovalutati rispetto al valore effettivo- vengono spesso messi fuori per pochi spiccioli, dai negozianti stolti. Inutile dire, che sono da comprare ad occhi chiusi. Più tardi, per farli fruttare, basterà semplicemente abbinarli a degli stivaletti da motociclista e delle calze doppie e il gioco sarà fatto.
Un “bene di rifugio” da non farsi scappare è, invece, la giacca di jeans. Grande ritorno della stagione passata, si trova oggi appesa nei negozi in condizione di supersaldo ( d’inverno si sa è un po’ freddina e i commercianti spingono per la versione in pelle). Prendetela, senza esitare. Del resto: l’estate è cominciata tardi e si prevedono temperature miti fino ad ottobre inoltrato;
con una sciarpona e un maglioncino di lana ha il suo perché e a Marzo potrete rispolverarla ( quando i negozi la proporranno nuovamente) e gongolare per non aver resistito e risparmiato.
“Titoli raccomandati” sono, al contrario, Il camicione di tartan/pied de poule/ vichy. Non c’è dubbio che questi tessuti siano stati i re indiscussi dell’estate. Con i jeans, le minigonne, da soli se trasformati in deliziosi abitini-a-porter, sui costumi ed accessori, li hanno indossati tutti. Un successo. Perché quindi tentennare? Con un leggins e degli stiletto diventeranno perfetti per aggredire i pomeriggi autunnali fuori porta.
Ergo, compratene e mettete da parte.
In gergo si definisce un “long term buy” ( investimento di lungo termine), ma per tutte noi resta solo un desiderio irraggiungibile, che nei periodi di ribasso potrebbe diventare realtà. Parliamo della “IT Bag”. La borsa di stagione, che in vista della nuova, diventa “vecchia” e da “smaltire”, solo per i negozi alla moda, naturalmente.
Per dare il massimo in questa performance di mercato, bisognerà però scegliere i modelli dalle tinte ricorrenti, che di solito subiscono un ribasso più debole rispetto alle varianti colorate e insolite, ma durano nel tempo. Proprio come una casa. Quindi…
Altra “strong buy”fashionista è sicuramente la giacca con le spalline. Considerando che domani, porteremo tutto quello che si è indossato ieri, conviene anticiparsi facendo compere oggi. Inoltre, di giacche ben strutturate i negozi al momento sono pieni, basterà scegliere quella con la maggiore versatilità, per non pentirsi.
Dai nostri esperti in New economy fashionista, è tutto. Con delle dritte così, non avrete di sicuro problemi di contanti. E con quello risparmiato, facendo un po’ gli impiccioni, vi suggeriamo un altro progetto: riversate sul mattone!

Iole 4 BuzzPuradise 4 Alpitour
martedì 25 agosto 2009


Ispiration board: Dire Straits
In dire straits, In mark knopflerSe le canzoni Sultans of Swing, Tunnel of Love, Romeo & Juliet, solo a sentirle nominare non vi fanno provare un leggero brivido sulla schiena, ripensando alla vostra gioventù, (ribelle- annoiata- un po’ inquieta- semplicemente normale), allora forse non potrete capire l’emozione che quanti, appena saputo che Mark Knopfler stesse per arrivare a Ravello, hanno provato.
Sì, proprio così, il chitarrista e leader del gruppo musicale Dire Straits è arrivato in paese, ieri ( 23-08), in una calda mattinata di fine Agosto, mentre fuori un’aria calda accarezzava i presenti.
Vabbè, forse siete troppo giovani o troppo meno giovani per ricordare. Eccovi, dunque, servita una piccola introduzione per non tagliare fuori nessuno e fare accrescere l’interesse.
Era il lontano 1977, quando, Mark Knopfler (chitarra, voce e autore di tutti i brani) fondò insieme a suo fratello David ( chitarra), John Illsley (basso) e Pick Withers (batteria) un gruppo musicale: I Dire straits, per l’appunto. Nome, che in italiano significa “gravi difficoltà”, suggerito secondo i bene informati da un amico del batterista, per sottolineare con ironia le ristrettezze economiche nelle quali versavano i componenti della band (musicisti non professionisti) all'inizio della loro carriera.
Fortuna, sacrifici, forte tenacia, questi i segreti del loro successo. In un periodo in cui il Punk dilagava, infatti, i quattro riuscirono in poco tempo ad ottenere grandi consensi di pubblico, grazie ad uno stile semplice fatto di un rock n’roll puro, impreziosito da influenze jazz, country e blues. Dopo momenti di alterna fortuna, la band si scioglie definitivamente nel 1995, ma Knopfler continua, deciso, la sua carriera come musicista solista, pubblicando album e registrando canzoni con il suo nome. Attualmente è ritenuto uno dei più grandi chitarristi della storia del rock e occupa la 27° posizione nella classifica mondiale, stilata dall’autorevole rivista Rolling Stone.
Considerato da molti una persona schiva e riservata, Mark si è mostrato al contrario da subito disponibile e aperto nei confronti di chi – nel riconoscerlo- gli ha stretto la mano in segno di stima.
Insomma, dopo un mito del cinema, di quelli che passano difficilmente inosservati e fanno girare la testa, (ancora gongoliamo per Pierce Brosnan), un’altra star dal calibro internazionale ha scelto Ravello e l’Hotel Caruso per passare le proprie vacanze.

Iole loves
In monsieur stevevenerdì 21 agosto 2009
Ero sul web, più precisamente su Facebook, quando ho scoperto Monsieur Steve. Non avevo mai cliccato prima su uno di quei banner pubblicitari che l’adorabile sito di social network mette a disposizione dei suoi utenti curiosi e annoiati. Sarà stata la t-shirt con scritto su“Karl, who?” a farmi insospettire. Sarà stato il black &white del modello. Sarà stata forse solo la mia insaziabile curiosità, fatto sta che con un click, mi sono ritrovata nel suo mondo di tees politicamente scorrette e simpaticissime. Non ho resistito, mi sono iscritta al suo fan club e tra un po’ riceverò anche un buono sconto per l’acquisto…
Ovviamente, non potevo non condividere con voi questa scoperta, in questo venerdì di fine Agosto, un po’ malinconico.
Grazie Monsieur Steve, mi hai ridato il sorriso.
I was on the web, more specifically, on Facebook, when I discovered Monsieur Steve. I had never clicked before on one of those banner-ads that the adorable social network offers to its users, so curious and bored. Maybe just because the t-shirt with written on "Karl, who?" made me suspicious. Maybe just because the black & white pattern, was winking at me. Maybe just for my my insatiable curiosity. I don't know. What I knnow is that in a moment, with a click, I found myself in his world of politically incorrect tees and funny slogans. I haven't resisted, I entered the club and become one of his fans and I'm now waiting for a discount to buy.
Obviously, I had to share with you my discovery, of this melancholic August Friday . Thank you Monsieur Steve, I'm happy again!!!




whishing...
In chanel nails, In hM, In nicholas kirkwood, In riccardo gotimercoledì 19 agosto 2009
I suffer cold weather, if you are following me from a little while, you already know.
Therefore, just because by no means I'll go out in November so undress to be able to show what I'm wearing, I decided that my strategy for this winter is of taking good care of all pieces that are visible:
Neck, when the scarf allows, hands when the gloves may be left at home and shoes, if it does'nt rain to much.
Here's to my first whish list a / w 2009
Today I'm OFF
In Andreas Melbostad, In iolanda mansiFerie d’agosto: piccoli suggerimenti per sopravvivere all’esodo e tornare a casa sani e salvi dalle vacanze.
Le partenze intelligenti.
Dimenticatele. A meno che non partiate alle due del pomeriggio del giorno 15, nel pieno della calura estiva, ci sarà sempre qualcuno che l’avrà pensata come voi. Armatevi, dunque, di santa pazienza, di buon umore ( state andando in vacanza non dimenticatelo) e di una borsa termica capace di contenere tutte le vivande necessarie per dissetarvi e sfamarvi durante il viaggio e buona fortuna.
Prima o poi si arriva sempre a destinazione e questo è già un buon inizio…
I parenti.
Vi auguriamo di aver optato per la scelta: spiaggia deserta, luogo incontaminato o capitale europea dove nessuno vi conosce e sa chi siete. Se però al cuor non si comanda e avete deciso nuovamente per il “paesello tanto bello” dove tutti non aspettano che voi per sottoporvi al canonico terzo grado, fatevi furbi. Anziché scegliere il solito giro a tappe tra i vari zii, cugini e relativi vari, organizzate un pranzo o una cena collettiva. Invitate tutti, fate un succoso discorso sulle vostre ultime vicende personali e tanti cari saluti. Sull’invito, però, precisate pure che non ci sarà un bis, chi non viene “s’attacca” e potrà solo chiede informazioni al parente pervenuto più prossimo. Chiaro!?!
La giornata al mare.
Soprattutto se si hanno bambini famelici di onde e desiderosi di castelli di sabbia, non ci si può esimere dalla gita in spiaggia. Di solito affollatissime, di questi periodi diventano dei luoghi infernali, dove grida chiacchiere rumori di ogni genere si mischiano in un carnaio, che non lascia scampo all’uomo voglioso solo di un tuffo nell’acqua salata.
Riducete, quindi, lo sforzo al minimo. Abbandonate la prole a uno dei parenti di cui sopra e partite da soli. Portate con voi solo il necessario: telo- crema protettiva – lettore musicale e cercate il pezzo di battigia più tranquillo. La paletta e il rastrello, la borsa frigo da tre chili, la balena gonfiabile e il super santos mezzo sgonfio sono tutte cose che bisognerà lasciare a casa. Meglio una giornata da Robinson Crusoe, che una da ambulante improvvisato con famiglia a carico.
Il ferragosto.
Il pranzo o la cena di ferragosto sono sacrosanti tanto quanto l’“abbuffata” di Natale in famiglia e il trenino allo scoccare della mezzanotte con gli amici. La differenza è che mentre durante le vacane natalizie fa freddino ed è piacevole stare in casa a rimpinzarsi di leccornie e dolciumi vari, annaffiati con i migliori spumanti, d’estate con il termometro alle stelle, la cosa sembra leggermente più pericolosa. I fuochi d’artificio, il falò, la carne arrostita del barbecue rischiano, infatti, di far salire troppo la temperatura causando non pochi problemi al vacanziere tipo che vorrebbe solo un altro po’ di anguria con la vodka prima di andare a dormire. Anzi scusate, a ballare. Come fare quindi a limitare i danni? Provate con una cena leggera, poche portate di verdura fresca di stagione e frutta. Evitate i piatti grassi e troppo elaborati e ricordate: l’importante non è il numero delle calorie ingerite ma lo stare insieme in allegria.
Le zanzare.
E’ inutile disperarsi, fanno parte della nostra estate, così come le partite di calcetto improvvisate sul bagnasciuga, il gelato a cioccolato a mezzanotte, le stelle cadenti e i desideri espressi a San Lorenzo.
Non ci sono creme, zampironi, pozioni magiche o riti esotici che tengano, loro, insieme a tutta una serie di insetti più o meno fastidiosi, sono dure a morire. Ergo non perdete tempo in inutili strategie, invitatele a cena, avendo cura però di escludere la vostra cute dal menù del giorno…
Per il momento è tutto. Attendiamo, adesso impazienti, i vostri di suggerimenti. Non siate timidi: scrivete, scrivete, scrivete (Ioleinfashion per Il vescovado)
































