Photoshop Miracle

martedì 31 marzo 2009

Ragazze, a fare i miracoli oggi non ci pensa più solo l'acqua benedetta di Lourdes. Per ottenere rapidamente un aspetto raggiante e una pelle liscia come seta, basta andare in un negozio che si occupa di computer e comprare il famosissimo programma per foto ritocchi: PHotoshop. Basta con i sacrifici, con le diete massacranti e con le lozioni di bellezza. perché se con facebook è possibile rimediare appuntamenti anche restando in pigiama a casa, con Photoshop diventa facilissimo sembrare delle "Giselle Bundchen" versione casalinga, in tre click!
Io ci provo da sempre ad usarlo, ma i risultati sono ancora scarsissimi. Le sue applicazioni sono difficilissime. Ma se il risultato che si ottiene è come questo della foto di Madonna, vale la pena studiarsi tutto il manuale.
Non mi credete, guardate un po' qua!


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Photoshop Miracle!

Need to learn how to use it properly...

mi manca solo l'evidenziatore e poi si comincia...

Ispiration Board: Models off duty

E poi dicono che le modelle sono delle "stecche" vestite ed insipide, belle solo sulle copertine dei giornali e in passerella.
Dopo questo servizio di Teenvogue, mi è venuto un po' di sconforto. Realmente pensavo che spenti i riflettori si tramutassero in povere cenerentole alte e denutrite. Invece no, loro fuori dalla passerella sono ancora più belle. Easy, cool, chic e soprattutto "ganze". Basta dare uno sguardo a queste foto e rosicare...
Ps dimenticavo quello che ci serve per imitarle è:
1) Jeans nero
2) T-shirt bianca, leggermente oversize
3)Blazer lungo e avvitato
4) Stivaletti da motociclista/ Jazz shoes/ Ballerine 
5) Borsa enorme o in alternativa Chanel


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Here you are the models off duty. They're glam, cool, totally sexy despite the ones that say that when they are off the catwalk they're no so pretty .
To be like them, we need:
1) Black skinny jeans
2) Black large Blazer
3) White oversized T-shirt
4) jazz shoes/ motocicle's boots/ flat
5) Big Bag or a Chanel


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source: teenvogue

Ispiration Board: Acid Jeans!

lunedì 30 marzo 2009

Sono figli degli anni ’80. Loro, come tutti gli altri trend modaioli, musicali, stilistici che hanno invaso la nostra realtà quotidiana, data 2009. Forse, però sono quelli che mi sono mancati di meno e che di certo non ho rimpianto. Parlo degli Acid jeans e del loro ritorno. Tecnicamente sono come i classici pantaloni di tela di Nimes, trattati però in modo particolare. Gli “acid” sono quelli che sembrano essere usciti dalla lavatrice, dopo un lavaggio completo con tanto di risciacquo, fatto con la candeggina al posto del sapone liquido.
Indossarli all’epoca faceva sentire un po’ come il braccio destro di Kurt Cobain. Perché se c’è una cosa di cui sono certa è che il leader dei Nirvana, ne aveva sicuramente un paio. E come lui moltissimi giovanissimi che sognavano di fare fortuna suonando il rock e il grunge in locali da strada. Io a pensarci bene più che associarli a qualche rocker squattrinato li collego ai protagonisti delle mie serie tv preferite. Uno per tutti quei “Genitori in blue jeans”, di cui conoscevo a memoria le battute. Tra i mille abiti di scena di una serie così fortunata, vuoi che il mio idolo Mike (Kirk Camerun), non ne abbia avuto nemmeno un paio. Impossibile anche perché ho controllato su youtube.
Soprattutto perché se c’è una cosa che molti non sanno è che gli acid jeans non sono solo quelli prepotentemente scambiati e slavati. Ve ne sono di altri, modelli medi leggermente trattati che sono quelli che tutti abbiamo conosciuto.
Se i primi, più lavorati, avevano, infatti, una connotazione negativa legata ad un certo immaginario sociale che li vedeva adatti solo ai tipi trasandati, i secondi si indossavano per andare a scuola piuttosto che a mangiare un gelato il sabato pomeriggio. Erano di moda, infatti, tanto quanto le Superga, le Timberland e le spalline.
Io questo nuovo salto nel passato l’ho già fatto. Adesso tocca a voi.


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Fashion trend: Acid Jeans!
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source: google, thefashionspot

Focus on: winter 2009 Shoes

La primavera è arrivata. Finalmente!
Il mio compito, lo so, a questo punto sarebbe di guidare i miei fidati lettori attraverso i trend di stagione. Solo che oggi non ho potuto resistere. Quando ho visto queste scarpe sul nymag, in un'anticipazione sulla moda invernale, non ho potuto fare a meno di postarle, invertendo la tendenza. Con in mente, però, un obiettivo nobile.
Ricollegandomi, infatti, al post precedente, ho pensato che al momento del cambio di stagione poteva esservi utile una panoramica di cosa si porterà l'anno prossimo, così da evitare di cestinare cose indispensabili... E poi dite che non vi penso.
Se non ci fossi Iole a prendersi cura del vostro armadio...

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Here you are a preview of the best shoes for this winter 2009, from the Paris Fashion show.
Love them all.
They're all unique!

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source: the nymag

Somenthing about Patricia...

Patricia Field, la celebre costumista delle star nonché di serie culto come Sex and The City, ha sentenziato che il guardaroba richiede un aggiornamento completo almeno ogni tre anni.
Una sorta di update modaiolo, simile nel concetto a quello che quotidianamente operiamo con il nostro pc. Facile a dirsi mi viene da aggiungere, mentre apprendo la notizia via internet. Perché se con il computer di casa, basta un click e una connessione veloce, per liberarsi in un attimo di vecchi file, immagini e programmi obsoleti e fare l’aggiornamento, totalmente gratuito, con gli abiti la situazione si complica leggermente. Anzi, di più.
Come si fa in un solo momento a liberarsi di vestiti che hanno fatto la nostra storia e ci sono stati vicini in determinati momenti? Come si fa a decidere che dopo i tre anni quella maglietta ancora “nuova”, che fa capolino in mezzo ad una pila di roba, è scaduta? Come?
Tralasciamo per un attimo il lato economico che lei assolutamente non considera, ma a cui noi comuni mortali pensiamo spesso, analizziamo la questione con attenzione.
Prima di tutto la Field non tiene conto della nostalgia. Di quel sentimento “canaglia”, che ti prende ogni qual volta sei costretto a dire addio ad un pezzo di te. Che sia la felpa portata per anni al liceo o la maglia comprata come ricordo in un viaggio estivo a Parigi, milioni di anni fa.
Poi c’è la precauzione. Non posso immaginare di dar via qualcosa di cui potrei poi in seguito avere bisogno. Quante volte dinanzi all’armadio avete esclamato “Se solo l’avessi conservato, adesso non dovrei ricompralo!”. Ecco, è proprio questa la precauzione di cui parlo. Infine c’è la legge modale e quell’eterno ritorno del nuovo, su cui ho intenzione di basare tutta la mia difesa contro l’aggiornamento triennale.
Gli anni ’80, ad esempio, sono ricomparsi in pompa magna quasi trent’anni dopo i primi ’80. Se qualcuno ha in mansarda anche un accessorio, come un paio di occhiali o una giacca, può oggi indossarli, spacciarli per vintage e fare un figurone. Per non parlare delle cinture a vita alta, dei jeans a zampa e di tutta quella serie di revival, che ci hanno fatto scavare nei siti archeologici di casa nostra alla ricerca di qualcosa di sopravvissuto da esibire con fierezza. Questo è il punto. La celebre Patricia si sbaglia di grosso. Se le avessimo dato retta, buttando via tutto quello che non avevamo indossato in tre anni, ( secondo lei ciò significa che non lo faremo più), adesso saremmo totalmente sprovvisti di cimeli fashion da sciorinare ai nostri figli-sorelle-amici più giovani. Saremmo rimasti con in mano solo una serie di abiti e accessori senza storia perché relativamente appena nati e a noi indifferenti, a causa di questa sorta di inafettività che ci costringe a liberarcene velocemente, come si fa con tutti quegli oggetti usa e getta, che fanno una comparsa veloce nella nostra vita, per poi sparire nel nulla. Non voglio trattare i miei vestiti così. Senza amore. La mia risposta è quindi un’altra. Al posto dell’aggiornamento triennale, propongo un rinnovamento logistico. Ogni tre anni, amici, passeremo a riorganizzare la stanza armadio, magari comprando simpatici scatoloni, e nell’evenienza nuovi armadi. Solo così potremmo salvarci dall’idea di un guardaroba a noi estraneo e totalmente insipido. Che ne dite? A me sembra sicuramente la soluzione più consona…















Dark Mood!

domenica 29 marzo 2009

E' un periodo in cui il nero mi affascina.

Non riesco a guardare altro colore su di me!

Nero come la notte. Nero come il mistero.

Nero come il gatto nero che spesso passa di qua.

Nero come opposto del bianco.

Nero.
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Loving this total black outfit
source: Vmagazine
ps attendo con impazienza di far pace con i colori...

MMMMM...What am I wearing?

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source: net-a-porter, forever21

People I like: Camilla Skovgaard

Camilla Skovgaad è decisamente una che le scarpe le sa fare.
Nel senso che ha una creatività, un gusto, uno stile sorprendente. Nata in Danimarca, all'età di 20 anni si trasferisce a Parigi, con una grande idea in mente: lavorare nella Couture. Qui si fa conoscere e amare da personaggi del calibro di Monsieur Erik Mortensen di Balmain, che per lei spende parole molto incoraggianti Sempre a Parigi le viene offerta la possibilità di recarsi a Dubai, per disegnare abiti ed accessori destinati alle mogli e alle figlie degli sceicchi.   
Dopo 7 anni a Dubai, nel 2000, Camilla ritorna a Londra. Qui, impara tutto ciò che c'è da sapere sulla realizzazione e manifattura delle scarpe, gettando le basi per un successo oramai internazionale.
Le sue creazioni sono fenomenali. 
E se non mi credete, giudicate voi stessi!

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Camilla Skovgaard was born in Denmark. In her late teens, she moved to Paris to train in couture, the late Monsieur Erik Mortensen of Balmain had written her some encouraging words when she sent him her sketches. Aged 20 a French owned fashion house brought Camilla to Dubai to design for the Gulf Sheikhs’ wives and daughters and it was in this connection that she eventually came onto shoes. 
 In 1998 DeBeers Inc. choose Camilla’s dresses for their diamond show in Dubai, a rare occasion where her work could be seen in public. As is the custom for women in Muslim countries, theirs is a life lived in privacy, mostly in the company of other women and no media. Curiously, her business partner observed that while she had top clients then it was as if she had not yet found her true niche. As the story unfolds - Camilla believes shoes are something that she understands better than clothing.
Love her work much.







Allarme Rosso/ Red Alarm

sabato 28 marzo 2009

Allarme Rosso

In questo periodo, parlando di “rosso” si potrebbe essere facilmente fraintesi.
Tirando in ballo, infatti, il gioco delle associazioni libere, a tal colore tutti, o quasi, saremmo portati ad associare attualmente il conto in banca. Decisamente in “Rosso”.

Prima di continuare, è dunque doverosa una precisazione: il rosso di cui parlo io, non è di tipo economico-finanziario. E’, al contrario, la tinta su cui puntare, per tirarsi un po’ su.

Colore primario, insieme al blu e al giallo, grazie alle sue infinite combinazioni può essere considerato il padre delle tinte più amate della stagione: dall’arancio, in primis, fino ad arrivare al viola e al rosa.
Forte, carico, decisamente seducente e molto caldo, lo si sceglie per ricoprirsi le labbra e le unghie, che non possono sottrarsi a questa sorta di “incendio” modaiolo.
Del resto della bocca è stato da sempre il compagno per eccellenza.
Basti pensare alle grandi eroine del cinema anni 40’ e 50’: non era forse di “rosso ammantata” la loro bocca sensuale?
Una sorta di seconda pelle, quel velo di “rossetto”, che veste totalmente la figura, catalizzando tutta l’attenzione su di se.
Per ottenere labbra rosse come ciliegie e golose come fragole, di quelle che si vedono sui cartelloni pubblicitari, è necessaria però una particolare cautela. Il viso deve essere pulito, accarezzato da un velo di trucco impercettibile e gli occhi adornati da un filo di mascara e matita. Nulla di più. Le labbra invece saranno perfettamente idratate e pronte alla “vestizione”.
Il suggerimento dell’esperto, è di stendere un po’ di correttore come base prima del rossetto, questo ne permetterà la maggiore tenuta.
Passiamo alle mani. Per chi è stanco del manicure alla francese, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Dal rosso rubino a quello corallo, da quello porpora a quello scuro, tendente al viola-nero, è tutto un susseguirsi di tonalità accattivanti, capaci di donare anche alle mani, ben curate naturalmente, una raffinatezza e un’eleganza impareggiabile. C’è una regola imprescindibile, in questo caso. Le unghie devono essere corte e ben limate. E’ assolutamente vietato presentarsi ovunque con unghia lunghe laccate di rosso, a meno che non stiate partecipando ad una festa di carnevale travestiti da Crudelia Demon.
Una volta sistemato così il nostro trucco e il parrucco, sarete pronte ad affrontare la novella stagione. Manca solo la definizione del guardaroba. Ma questa è un’altra storia, che presto vi racconterò.




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source: google images

Indovina chi?

Per molto tempo di loro se ne sono interessati solo i magazine di settore e gli stilisti alla ricerca di novità. Oggi, però, i blogger di successo, quelli che amiamo, che seguiamo quotidianamente, di cui non perdiamo una mise e che abbiamo eletto a nostri guru dell'immagine, stanno ottenendo discreto seguito anche nel mondo dell'arte. Tra arte e moda, del resto, da sempre c'è una certa sintonia e collaborazione.
E su tale connubbio artistico-modale si è basato, Danny Roberts che ha ritratto i volti delle blogger più famose, inserendole in una sorta di collage coloratissimo e molto divertente, che invita le varie fanzine al riconoscuimento dei loro idoli.
E allora proviamoci iniseme a capire chi sono...Io ne ho già individuate tre e voi? A che punto siete?


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Here you are, Danny Roberts's portraits of the most famous bloggers, the onces we follow daily and we are really in love with. Let's try to recognize all of them together.

I already found three and you?


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source: verycool.it

Window Shopping!

venerdì 27 marzo 2009

Il nome è francese, ma l'origine è tutta italiana. Le scarpe L'autre Chose vengono, infatti, prodotte da un' azienda marchigiana, la Boccacini.
Nata nel 1959, come industria familiare, la ditta ben presto si è evoluta a livello internazionale, basti pensare che la catena americana Barney’s è stata sua prima compratrice.
Dopo molti successi e la collaborazione con nomi del calibro di Alexander McQueen e Martin Margiela, oggi il marchio si completa con una linea d'abbigliamento, a mio avviso, stupenda.
Da provare, per credere...
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Girls check out this shoe Brand, L'Autre Chose, is faboulous. the name is french, but the origin is totally italian. Barney's was one of the first to sell them in the Usa, and nowadays they are known worldwide and completed by a clothes
Here's a little bit of window shopping.
Hope you'll like it.


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Currently obsessed by: Lenka "Trouble is a friend"

mercoledì 25 marzo 2009


by Grey's anatomy

I wish I could Fly...

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source: Thecobrasnake!

To die 4

Le odio "ste" celebrities americane che si beccano sempre il meglio della moda europea...
Prima la Victoria Adams con le scarpe di Vuitton e adesso Rihanna con la giacca di Balmain che è una delizia...degli occhi.
Uffa! Uffa! Uffa!

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It's not fair. First Victoria Adams with the Louis Vuitton Shoes than Rihanna with the white Balmain Jacket...Arggg!!!!

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Me and my Boyf...jeans

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source:fashion156

Costantly obsessed!

martedì 24 marzo 2009

Ne sono costantemente ossessionata. Non c'è magazine, rivista, pubblicità, blog o trasmissione che non ne parli.
Mi sa che mi è presa una bella cotta...
Parlo delle scarpe di Louis Vuitton, ovviamente. 
Le sogno anche di notte. Sono irresistibili. 
Aiutatemi!!!

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Currently obsessed.
 There's no magazine, newspaper, blog, tv program that is not about them.
I think I' m in love.
With Louis Vuitton shoes, I mean.
Please, Help me!!!




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source: jakandjil

Ispiration Board: Jungle Fever

Sarà per un rinnovato istinto animale.
O forse per quella voglia di tornare alle origini, in un mondo incontaminato a contatto con la naura.
Magari è semplicemente per continuare a giocare con la moda, in un continuo rimando di codici e colori.
Fatto sta, che è decisamente scoppiata la Jungle Fever.
La passerella diviene una savana, dove al posto delle tigri e dei leoni, ci siamo noi, con addosso abiti leopardati e stampe da gazzella metropolitana.

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Ladies and gentlemen, there's a new trend in the air: Jungle Fever.


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source: jakandjil, net-a-porter, style.com

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